Accade nelle migliori famiglie: abbiamo una badante o una colf extracomunitaria che lavora in nero a casa nostra o della mamma anziana e vorremmo "metterla a posto", anche perchè si dice che dare lavoro a chi vive in Italia senza Permesso di soggiorno é diventato un reato ( lo era anche prima) che comporta forti multe e una condanna penale (é così dopo l'ultimo Decreto-Sicurezza ). Appena cerchiamo seriamente di fare questo realizziamo che bisogna mettere in moto una procedura molto complessa: aspettare la pubblicazione delll'apposito decreto; preparare i documenti richiesti; inviare tutto online non oltre le 8.10 del "click day", sperare di essere nella lista dei fortunati (non più di 1 su 3 domande inviate); aspettare gli accertamenti della 1) Prefettura (oggi si chiama U.T.G. , l'ufficio competente é il S.U.I. , l'organo supervisore é il DLCI) 2) della Questura 3) della Direzione Prov. del Lavoro; firmare il Contratto di soggiorno; aspettare che la colf ottenga il visto d'ingresso dalla ambasciata italiana del suo Paese e finalmente quando sarà ritornata, invecchiata di almeno un anno e imbolsita dalle vacanze, potrà ricevere il Permesso ed essere assunta. Tutto questo pò pò di roba non é una novità perchè data dal 1998, con la promulgazione della legge 286 (nota come Turco - Napolitano)....
Ma il Ministro Maroni é un uomo di mondo e gli uomini di mondo, specialmente del Nord, non possono sottoporsi a uno stress del genere. Sinceramente, chi potrebbe dargli torto, a parte qualche scoppiato veltroprodiano nulla facente. E allora cosa si fa ? Una bella sanatoria fatta su misura dei benestanti vecchietti bergamaschi e sciure milanesi e delle relative colf-bad, che sulla base della legge 102/2009 dovevano pagare una "una tantum" di 500 €, compilare un agile modulo online, poi pagare i bollettini Inps e attendere qualche mese in media per concludere l'iter. Abbastanza ragionevole. Ancora più ragionevole che la sanatoria desse un colpo di spugna ai reati connessi alla clandestinità: espulsioni, fogli di via non ottemperati, immigrazione clandestina. Così diceva la legge. Peraltro i simpatici vecchietti e le parsimoniose sciure, nella maggior parte dei casi facevano pagare i 500 € alle colf-bad che si trovavano, di fatto, a dare un pò di ossigeno al Tesoro sbancato dalla crisi finanziaria.
Però, oltre che un uomo di mondo, Maroni é un uomo d'onore. Gli uomini d'onore, specialmente del Nord, devono sempre dare la caccia all' extra. Si cominciano a mandare fra marzo e giugno 2010 circolari che comandano a Prefetti e Questori di STRINGERE E FARE LA FACCIA FEROCE. Si comincia a dire "chi ha due espulsioni, no e poi no", lo dice il dott. Manganelli (un nome, un destino) direttore della Polizia di Stato. Un ordine difficile da capire: cosa importa se uno/a ha una, due o nessuna espulsione prima della sanatoria visto che "emergendo" ha ammesso di essere immigrato clandestinamente? Di fronte alle ovvie sentenze dei tribunali che, aditi da immigrati e datori di lavoro rifiutati con questi pretesti, cominciano a definire illegale questa svolta ultra-securitaria, il Maroni non fa una piega e tiene duro. In soccorso arriva il Tribunale di Perugia e poi il Consiglio di Stato che definiscono " l'inottemperanza all'ordine dell'autorità un reato di particolare allarme sociale anche se non contemplato dagli artt. 380 e 381 ccp" - cito a memoria la sentenza vedi il link per il testo esatto -> http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=002159 . La sentenza é veramente incredibile perchè, per esempio, dice che il reato è grave e comporta 4 anni di reclusione. Assurdo! Chi non ha ottemperato all'ordine di abbandonare il territorio nazionale viene condannato a una pena di due mesi di reclusione e/o 200 €. Conosco personalmente casi di questo tipo. Inoltre molti lavoratori/trici sanati con questa legge sono già in possesso del Permesso di Soggiorno consegnato dalle varie Questure, prima della svolta securitaria. Come spesso avviene si tratta di un bel pasticcio e di un bel pò di ricorsi in Tribunale. Succede perchè é difficile avere la botte piena e la moglie ubriaca anche per il Ministro Maroni, uomo di mondo ma anche uomo d'onore.
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