lunedì 29 novembre 2010

MA CHI CI PROTEGGE DALLA NATO?

Mentre il mondo legge attonito da Wikileaks ciò che ha sempre saputo, che cioè la guerra è sporca e la diplomazia pure, il vento di guerra si sposta verso il Mar della Cina. Le manovre congiunte della Marina USA e della Corea del Sud hanno innescato la reazione furiosa della Corea del Nord, paese detentore di missili a medio raggio e alleato della Cina. E' ovviamente improbabile che sia l'inizio di una guerra combattuta sul campo ma è sicuramente l'inizio della nuova "guerra fredda" fra USA e Cina, veri contendenti di questo secolo. Gli americani hanno appena incassato l'appoggio degli europei e l'interlocutorio interesse della Russia allo scudo anti-missile, all'ultimo vertice della Nato di Lisbona. In un ciclo di 50 anni il nemico da tenere sotto pressione si è spostato ancora più a Est, sperando che sia indotto alla stessa pazzesca corsa alla parità strategica che fu alla base del crollo dell'ex Unione Sovietica.
Ma qui le similitudini con il passato finiscono. Oggi la Cina detiene una parte consistente e strategica dell'enorme debito pubblico degli Stati Uniti ed è il principale mercato di investimenti per l'Europa dei banchieri e delle delocalizzazioni. Come dire che è poco intelligente bastonare la mucca dalla quale mungi il latte

domenica 21 novembre 2010

DA CHI CI PROTEGGE LA NATO?

Leggiamo sui media di tutto il mondo di un vertice dell' Alleanza Atlantica tenutosi a Lisbona , definito "storico" perchè apre una nuova fase delle relazioni con la Russia e inaugura la exit strategy dalla sconfitta afgana.
Su questo secondo punto c'è poco da dire: il "pensiero unico" è naufragato a Bagdad ed è stato sepolto a Kabul, senza necrologio, lasciandosi dietro le spalle Paesi distrutti, la più dura crisi finanziaria dal '29 e un mondo complessivamente più insicuro.
Ma è il primo punto che merita qualche attenzione in più. Aldilà dei buonissimi propositi, buoni per tutte le stagioni, cosa c'è di concreto? La Russia si è detta disponibile a collaborare allo "scudo missilistico" e cioè a quel progetto, riveduto e corretto, che guasta i sonni della leadership di Mosca dal 1991, quando il George Bush sr. e Edward Teller elaborarono il progetto detto "star wars". Lo scudo missilistico di oggi è frutto, in realtà, di una tecnologia molto più "leggera" e meno costosa di quella delle origini: non si tratta più di bloccare i missili a medio raggio e intercontinentali con uno "scudo" ma di individuarne immediatmente il lancio, integrando la rete di satelliti  esistenti, con una rete si computer in grado di identificare la minaccia e di distruggere in volo i missili con il lancio altri missili intercettori, opportunamente distribuiti. Ma perchè fare tutto questo se i missili a medio raggio e intercontinentali della Russia non sono più puntati contro la Nato? La risposta che viene da Lisbona è abbastanza sorprendente: ci sarebbero almeno una trentina di Paesi inaffidabili che disporrebbero di missili a medio raggio capaci di trasportare delle testate nucleari di una certa grandezza. Strano! La Nato, sicuramente sa più di noi comuni mortali: solo la Cina dispone di veri missili intercontinentali, oltre alla Russia e ai Paesi della Nato, mentre l'India, il Pakistan, la Corea del Nord  e l'Iran hanno missili a medio raggio e forse saranno in grado solo nei prossimi anni di costruire un numero significativo di missili intercontinentali. Ho omesso dalla lista Israele che dispone di entrambi i sistemi d'arma e delle testate nucleari, ma è membro in pectore della Nato. Dove sono gli altri minacciosi 25 Paesi, innominati e misteriosi? Sappiamo che la Turchia si è opposta alla esplicita indicazione dell' Iran. Quindi si parla di fantomatici nemici ma la realtà è che la Nato si è riposizionata come deterrente contro la Cina di oggi e l'India di un prossimo domani. Per fare questo chiede la collaborazione dell'oligarchia di Mosca, suo principale concorrente nel mercato globale delle armi e dei sistemi di difesa anche nucleari. Anche questo è il segno di una sconfitta "storica", non meno bruciante di quella di Kabul. Ma è anche segno di una stranezza non da poco, anche se non del tutto sorprendente: gli Usa guidano una alleanza militare che minaccia, più o meno scopertamente, il suo principale e finora munifico creditore, la Cina appunto che detiene, insieme al Giappone, il maggior credito "sovrano" verso gli Stati Uniti. Non è una cosa da poco per gli USA che si avviano a raggiungere i 14,3 trilioni di dollari di debito pubblico nel corso del 2010, pari al valore soglia del 100% del PIL. Ma in tutto questo, proprio non si capisce che cosa c'entri l'Europa, l'Italia e anche gli immediati dintorni

venerdì 12 novembre 2010

COLF3. INGOLFATI IN TV

Mentre Napoli è sommersa dall'immondizia come due anni fa, vittima di un falso miracolo di S. Silvio e il Veneto è sommerso dall'acqua, a causa dei cambiamenti climatici sempre più minacciosi, a Brescia 5 persone su una gru riescono, con coraggio e determinazione, ad arrivare alla prima serata di Rai2. Loro sono vittime della sanatoria colf/badanti del settembre 2009. Hanno lavorato in nero nelle officine del profondo Nord, hanno comprato a 4/5000 € un contratto di lavoro regolare, non hanno avuto il Permesso di soggiorno perchè erano stati espulsi e condannati anni prima. Raccontano tutto questo modo sincero, diretto, senza badare a addolcire la durezza dell'immigrazione "illegale", che è poi l'unica possibile. Anche il racconto della città attorno alla gru è vero e crudo: da una parte chi manifesta la solidarietà  si becca prima la carica della Polizia e poi la deportazione al CIE di Gorizia; da un'altra parte i "padani", che si dicono pronti a iniziare il tiro al bersaglio alla gente sulla gru, per garantire la ripresa di lavori della metropolitana leggera. C'è in studio chi dice che questa polarizzazione porta acqua proprio al mulino dei razzisti ma per la prima volta accade un fatto nuovo: un giornalista italiano, Luca Telese, letteralmente sbotta indignato denunciando lo schiavismo del lavoro nero, l'ipocrisia di chi lo sfrutta e poi vota Lega, il sottobosco di sotterfugi necessari per pagare a caro prezzo la "regolarizzazione". Si capisce che ha conosciuto e conosce immigrati veri e non quei surreali avatar colorati che compaiono nei convegni sull'intercultura e l'integrazione, dei vari Comune-Provincia-Regione-Paesedellemeraviglie. L'indignazione di questa persona è veramente una buona notizia.
La cattiva notizia è che, purtroppo, vari settori della popolazione diventano veramente più razzisti: i ceti urbani più poveri che, essendo incapaci di "riqualificarsi", sono realmente in concorrenza con gli immigrati per i lavori più malpagati; il ceto medio ossessionato dal problema della sicurezza, "percepita" come minacciata dagli immigrati. In questa dinamica un Potere miope e meschino governa attraverso la paura, ingigantendola e moltiplicandola nello specchio della comunicazione, invece di accompagnare l'inevitabile transizione alla società multietnica.
L'unico sbocco di questa politica è che mentre oggi ci sono 5 persone su una gru domani ci saranno conflitti sociali sempre più ampi, che coinvolgeranno centinaia di migliaia di indigeni e immigrati. Quanti Castel Volturno, quanti Rosarno, quante Brescia ci vogliono per capirlo?

sabato 6 novembre 2010

AL HAMDU LILLAH

In arabo vuol dire sia lode a Dio. Mi capita ancora una volta di parlare del Ministro Maroni che, per la verità, è il meno peggio del Governo Berlusconi e incomparabilmente meglio di Berlusconi (non è che ci voglia molto). Bontà sua ha annunciato che non rinnoverà il Decreto Pisanu del 2005, primo nella prolifica genia dei pacchetti sicurezza. In particolare ho letto che, quando era stato in Israele, gli avevano spiegato che registrare gli utenti degli Internet Point non serviva più a niente: i terroristi non usano più strumenti "obsoleti" e di terrorismo gli israeliani se ne intendono, essendo l'unico Stato che attua e rivendica azioni terroriste.
In questi cinque anni, infatti, non un solo terrorista è stato preso  grazie a questa norma ma in compenso la Polizia Postale e la Digos hanno avuto la possibilità di sottoporre ad asfissianti controlli di polizia tutti gli Internet Point/phone center, connessi a utenti e/o proprietari immigrati.
Mi è personalmente capitato che la Polizia mi abbia revocato la licenza per un Internet Point, pur trovando tutti gli utenti registrati e muniti di documenti, perchè per "ben due volte" i controlli dimostravano che mi ero allontanato per circa un ora dal mio esercizio, lasciando la sorveglianza a "persona non autorizzata, provocando così un grave pericolo all'incolumità pubblica e dimostrando in più circostanze disprezzo per l'autorità" . Mi venne verbalmente specificato, dallle suddette autorità, che anche per "andare al cesso bisogna ESSERE SOSTITUITI una persona autorizzata", salvo spiegare che la persona non può essere autorizzata prima di sessanta giorni dalla presentazione dell'apposita domanda. Tutto questo sulla base della legge Pisanu del 2005 e del Regio Decreto 18/11/1931 n. 773, una delle tante leggi fasciste ancora in vigore.
Tra le altre misure di contrasto al terrorismo la Polizia Postale e la Digos pretendono a tutt'oggi che ogni Phone center/Internet Point registri con nome, cognome e fotocopie del documento d'identità anche le persone che effettuano telefonate da 20 centesimi. Essendo governati dal Popolo della Libertà non possiamo che apprezzare la coerenza fra sigle e realtà.
Proprio per queste esperienze non sappiamo se dopo il 31 dicembre la situazione cambierà solo sulla carta o anche nella realtà. Ma tant'è, ogni giorno ha la sua pena. Per oggi non possiamo che plaudire a Maroni mentre non possiamo plaudire al Procuratore antimafia Grasso che vede nel provvedimento un ostacolo alle indagini  contro la mafia (?), confermando l'idea che molti magistrati giudichino senza conoscere neanche in grandi linee i fatti di cui parlano.

venerdì 5 novembre 2010

LA BANCA DEI POVERI

E'  la Banca Grameen in Bangladesh, di proprietà di 4.000.000 di piccoli azionisti per il 94% e dello Stato del Bangladesh, proprietaria fra le altre cose di una rete di telefonia mobile con alcune decine di milioni di abbonati, di un network per internet a banda larga, di una società di money trasfer e di altre decine di attività economiche.
Un'insolita caratteristica della the Grameen Bank consiste nel fatto che essa è di proprietà dei clienti indigenti finanziati dalla banca stessa, la maggior parte dei quali sono donne. I clienti finanziati sono titolari del 94% del capitale della banca e il restante 6% è di proprietà del Governo del Bangladesh.
Altri fatti relativi alla Banca, aggiornati a maggio 2006 sono i seguenti:[1]
  • L'ammontare totale dei clienti finanziati è di 6.39 milioni, il 96% dei quali sono donne
  • la Banca ha 2185 filiali in 69.140 villaggi con un totale di 17.336 dipendenti
  • Il tasso di rimborso dei prestiti è del 98,45%
  • Il totale dei prestiti concessi dall'avvio dell'attività bancaria ammonta a 263.840.000.000 di Taka (5.340.000.000 di dollari USA). Di essi sono stati restituiti 234.750.000.000 di Tk (4.730.000.000 di dollari USA).  I dati sono tratti da Wikipedia (  a sua volta il più grande sito non commerciale sul Web)
E' anche il risultato di trent'anni di attività del premio Nobel Mohammed Yunus, premio Nobel per la Pace e uno degli inventori del micro-credito nonchè la dimostrazione che la gente può lottare contro povertà contando sulle proprie forze, evitando l'usura e ottenendo dei risultati economici anche quantitativi migliori di tante imprese capitalistiche.