sabato 23 ottobre 2010

QUANTA INUTILE BELLEZZA

"All this useless beauty.." diceva una ballata rock di Elvis Costello. Leggo su Al jazeera che l'Arabia Saudita ha varato un programma di ampliamento della sua già ragguardevole forza aerea comprando la bellezza di 60 miliardi di dollari di armamenti dal governo Obama. Una bella boccata d'ossigeno per Lokheed, Boering etc. piene di debiti e insidiate dalla concorrenza "amica" degli europei e da quella "ostile " dei russi. Nessuna paura invece per Israele. Il Segretario della Difesa del Governo Usa, Shapiro ha sottolineato in una intervista che vi sono stati lunghi colloqui con Israele e che alla fine sono state vendute all'Arabia Saudita delle armi un pò meno avanzate di quelle recentissime in corso di fornitura allo stato sionista di Israele. Per chi si vuole togliersi il dubbio http://blogs.aljazeera.net/americas/2010/10/21/60bn-us-saudi-arms-deal-okd. La cosa ancora più incredibile è che lo stesso Mr. Shapiro sostiene che le nuove armi non sono affatto dirette principalmente contro l'Iran, in quanto l'Arabia Saudita avrebbe altri pericolosi vicini. Mi sono chiesto chi fosseri i vicini in grado di insidiare una potenza come l'Arabia Saudita: il Kuwait? l'Oman? lo Yemen? Abu Dhabi? Non voglio pensare che quel burlone di Shapiro volesse alludere al Sudan o all'Eritrea che sono i più vicini "stati canaglia" e neanche agli alleati Irak o Giordania. Oltretutto è vero che la forza aerea dell'Iran non è una minaccia per l'Arabia Saudita perchè, allo stato attuale le armi convenzionali del paese degli aytollah sono piuttosto antiquate ed questa è la vera ragione per la quale l'Iran sta saggiamente promuovendo il suo programma nucleare, in chiave squisitamente difensiva, in osservanza alla dottrina della "guerra asimmmetrica". In realtà gli unici vicini che abbiano una stazza tale da essere un pericolo per l'Arabia Saudita sono Israele e la Turchia.
La Turchia per la verità non è un nemico della Arabia Saudita da circa 100 anni. Forse è però un amico degli USA meno fedele e servile che in passato, è una economia emergente e, last but not least, ha un governo di ispirazione islamica.

sabato 16 ottobre 2010

LA COLF DOVE LA METTO? LA RIPRENDO

Così, prevedibilmente il Consiglio di Stato ritorna sui suoi passi. In questo Paese sempre più "giudiziarizzato" bisogna sempre aspettarsi questo tipo di cose. A breve distanza dalla sentenza con cui lo stesso Consiglio di Stato aveva negato la possibilità di "sanare" con la legge 102/2009 colf e badanti che non avevano ubbidito all'ordine di espulsione, UNA NUOVA SENTENZA DEL 28 SETTEMBRE MA PUBBLICATA 10 GIORNI FA ha ribaltato il giudizio precedente.
Gli errori erano troppo macroscopici ed evidenti. Ma una riflessione nasce spontanea: possibile che un ministro faccia una legge con l'intento di impallinarla qualche mese dopo? La politica ha le sue esigenze, fra le quali innanzitutto l'auto riproduzione di chi la fa, la qual cosa vuol dire prendere i voti, possibilmente di tutti. Ma se questo tentativo genera l'immobilismo o il falso movimento alla fine si dovrebbero perdere i voti di tutti, mentre da noi sembra non essere così. Produrre un elevato numero di cause giudiziarie è miglior modo per immobilizzare ed è uno sport diffuso in Italia, poco meno del calcio. I tifosi sono molti di meno, anche se non pochissimi (200.000 avvocati non sono uno scherzo). C'è chi sostiene, abbastanza credibilmente, che il numero strabordante delle cause civili e amministrative è frutto della bassa qualità delle leggi, troppe, ambigue, rappezzate. C'è chi sostiene, ancora più credibilmente, che troppi "ci marciano".

domenica 10 ottobre 2010

ISLAMOFOBIA2

"...fear makes strangers of people who would be friends.” (la paura rende estranei persone che dovrebbero essere amici). La frase è dell'attrice Shirley MacLaine e mi sembra una sintesi efficace dell'attuale momento. La paura o se non proprio la paura la preoccupazione : chi più la sicurezza, chi più l'ambiente, chi più l'incertezza economica. Questo inizio nuvoloso e piovoso del secolo sembra segnato da queste paure, che però sono troppo grandi e "intellettuali" per ciascuno di noi. Risulta molto più facile indirizzare questo sentimento contro i musulmani, immigati e non, ma anche contro gli impiegati statali, i giudici, i sindacalisti.
Leggo che nel 1348 alcune delle vittime della furia popolare scatenata dalla peste furono gli ebrei. Pare che in Germania vi siano stati, in quel periodo, i più consistenti pogrom della storia europea prima dell'avvento del nazismo. Una delle accuse più frequenti era che gli ebrei avvelenavano i pozzi per diffondere la malattia. In quel caso la plebe ignorante e inferocita reagiva così a un disastro terribile, che sterminò un terzo della popolazione e che non potè essere arginato in alcun modo dalla scienza e dalle conoscenze dell'epoca. Le classi dominanti, cristiane e laiche, tentarono vanamente di arginare comportamenti così irrazionali senza nessun esito.
Il paragone vale fino a un certo punto. La minaccia della peste era molto più seria della crisi finanziaria e gli occidentali di oggi sono infinitamente più ricchi, più colti e più informati di  650 anni fa. Eppure il meccanismo è lo stesso. Altrimenti come si giustificherebbe il consenso dell'opinione pubblica alla macelleria in corso da 10 anni in Afghanistan? Come si accetterebbe di spendere, come l'Italia, 1000 € al minuto per occupare l' Afghanistan, stremato da 30 di guerra (non so immaginare quanto spendano dli USA)? E' solo colpa della manipolazione mediatica?

venerdì 8 ottobre 2010

ISLAMOFOBIA

Ho letto un campionario dell' islamofobia di sinistra sul blog di Giuliana Sgrena, a partire dall' episodio di omicidio familiare che un'altra volta ha coinvolto una famiglia pakistana. Le paure delle persone di sinistra si concentrano sull'anti-femminismo, l'omofobia e sugli aspetti "normativi" che sarebbero i tratti distintivi dell'Islam. Probabilmente le paure del popolo di destra si concentrano più sul dato demografico (i figli), sulla concorrenza per il lavoro e anche su una più generica diffidenza verso l'"altro". Per questi ultimi il problema è la SICUREZZA del molto che hanno dopo generazioni di duro lavoro, per gli altri la DIFESA degli spazi di libertà conquistati in un intero processo storico. Entrambi i gruppi sono atterriti dal comunitarismo dell'Islam, che esige la sottomissione a Dio (gloria a lui l'Altissimo) dei credenti, e dal semplice ma rigoroso insieme delle regole che ne legano la comunità, la Umma. Altro tratto comune è la confusione che entrambi fanno fra le religione e le società dei Paesi musulmani.
Ma di tutti gli aspetti di contrasto il più sensibile e direi epidermico è il ruolo delle donne, sentito come "superiore" nelle civiltà laiche e capitaliste. Mi permetto una contro analisi: le donne in queste avanzatissime civiltà sono in larga misura sterili (volontariamente); costrette a lavorare fuori casa per far quadrare i conti dei consumi; legate a una cultura di sistematico utilizzo del corpo per la comunicazione e la carriera. Il processo di svalutazione del lavoro domestico e della famiglia come nucleo di base della società  in Europa è iniziata nel tardo Cinquecento e si conclude oggi con la totale sottomissione delle donne e (ancora prima) degli uomini al mercato, vissuto ormai come consumo slegato dalla produzione. Si esiste e si è per quanto si può consumare e quello che si consuma decide chi siamo.
Una donna islamica conta per i suoi figli, per la sua casa e infine per l'onore che gli da il marito e  per il riconoscimento della comunità. Il consumo, il lusso, l'affermazione fuori dalla famiglia sono subordinate ai valori precedenti. Non voglio però fare un quadro idilliaco, non mi nascondo affatto l'oppressione vissuta dalle donne in molti paesi in via di sviluppo, islamici e non. Ma questi valori sono accettati, in grandissima parte liberamente, anche da milioni di donne islamiche immigrate nel libero mondo laico. Come mai i laici europei ne sono così esterefatti? Forse le interessate non mostrano entusiasmo verso i "liberatori/trici"?
Forse vogliono soltanto che i loro valori venissero rispettati e non continuamente giudicati in base a una presunta, indiscutibile superiorità dei valori laici.
Francamente mi irrita la supponenza di chi vuole "liberare" gli altri solo dall'alto del suo Suv pagato a rate, della sua finta libertà di scelta fra  Vespa e Floris e dei suoi fallimenti esistenziali con tanto di figli anoressici o tossicodipendenti e genitori in consegna alla badante. Se solo si potesse vedere la trave nel proprio occhio....