Qualche ulteriore considerazione dalla blogosfera mi capita di farla, dopo aver mandato qualche commento al blog di Giuliana Sgrena sull'Islam. Oltre alla già constata sensazione di paura che pervade i lettori verso l'Islam, verso l'estraneo che è pericolosamente vicino all'Occidente liberato, mi è sembrato di percepire un atteggiamento di fastidio verso chi sembra giocare il ruolo della tua coscienza. Spiego il caso. Partendo da un triste caso di cronaca del Pakistan, la condanna a morte per blasfemia di Bibi Asia, inevitabilmente(?) i commenti degli "occidentalisti" slittano sulla condizione delle donne nei Paesi musulmani, sul velo, la poligamia, le donne del Profeta etc.
Non sono affatto temi banali, beninteso, solo che una discussione seria sulla condizione femminile nel mondo islamico e sulla sua indispensabile riforma dovrebbe partire dal rispetto verso quelle donne, la loro religione e i loro desideri e non dall'astratta imposizione del modello occidentale in versione femminista. Inoltre i mariti, i padri e i fratelli di queste donne dovranno, prima o poi, fare i conti con la propria storia, verificando se certi comportamenti discriminatori e oppressivi vengono dalla religione o dalla tradizione, dalla Parola di Dio o dalle parole degli uomini. E' quasi ovvio che una comunità costruisca con i propri mattoni e con le proprie cifre, non necessariamente copiando gli altri. Non è ovvio per i lettori di questo di questo blog, non so quanto rappresentativi del common sense di sinistra: appena ho fatto loro osservare che, per esempio, è forse meglio essere poligami che "puttanieri" mi hanno sommerso di repliche infastidite, accusandomi di maschilismo, di doppiezza etc.; quando ho cercato di ripristinare un pò di verità storica sulla vita di Mohammed (Su di lui la Pace e la Benedizione di Dio) hanno gridato all'apologetica islamista; se mi sono permesso di dire che ben difficilmente si possono emettere condanne a morte seguendo le regole del Corano, mi hanno addirittura spiegato che non conosco la mia religione. Alcuni di loro hanno anche espresso interesse se non solidarietà per l'iniziativa di un signore francese di nome Cassel, ex trotschista, che "da sinistra" ha promosso una manifestazione contro "l'islamizzazione della Francia". Indovinate contro che cosa protestava questo emulo di Marat e di Robespierre in sedicesimo? Contro il fatto che il sindaco di Parigi ha permesso, udite udite!, ai musulmani di pregare per strada perché le moschee erano piene. Certamente questi democratici vedono gli islamici come una specie di fascisti e hanno lo stesso atteggiamento militante che si aveva contro il "nemico totale". Ma forse c'è anche il fastidio per qualcuno che sottolinea i vizi, la decadenza morale e le contraddizioni etiche che insieme alla pretenzione di universalismo caratterizza "l'autunno dell'Occidente".
Ovviamente a questo contribuisce anche, innegabilmente, la chiusura identitaria di molti musulmani che vivono in Europa, o perché sinceramente wahabisti o perché più semplicemente ignoranti o perchè si sentono a loro volta "osservati" . Eppure una exit strategy è necessaria e impellente.
martedì 28 dicembre 2010
martedì 21 dicembre 2010
POVERA ITALIA DI RICCHI
La fonte economica più attendibile e parziale del nostro Paese, Bankitalia, certifica che il 50% delle famiglie italiane è "povera" perché possiede meno del 10% della ricchezza nazionale, mentre il 10% è ricco, possedendo il 50% della ricchezza, mobile e immobile del Paese, che comunque è stimata complessivamente in circa 9200 miliardi di euro, mica noccioline. Mediamente un italiano è ricco come un francese o un inglese e ha meno debiti di un americano o un canadese, che guadagnano più di lui ma appunto hanno parecchi interessi e rate in più da pagare alle Banche. Gli italiani fanno debiti sopratutto per comprare case e si sa gli interessi sui mutui ipotecari sono ancora abbastanza bassi.
Ci potrebbero essere dei commenti fin troppo facili, tipo la storiella del pollo di Trilussa. E' vero, ma si sa che negli ultimi 25 anni il divario fra i ricchi e i poveri si è allargato, non solo in Italia e neanche sopratutto.
Meno scontato è notare che il fisco funziona come un Robin Hood al contrario: la ricchezza immobiliare è ormai quasi esentasse; la ricchezza mobiliare paga il 12% di cedolare; il lavoro, sia dipendente che autonomo, è tassato mediamente intorno al 33% , i consumi intorno al 20%. Come si dice a Oxford, un padrone si affaccia al suo palazzo e dice "...io sono io e voi non siete un ca....." , perché, oltre a essere ricco, paga meno tasse di chi lavora.
Ancora meno scontato è un rilievo dal Bollettino di Bankitalia: che c'è una specie di tassa sulla povertà incassata dal sistema bancario http://www.banknoise.com/wp-content/uploads/2010/11/image24.png. Nel corso del 2008/2009 il tasso dei pronto contro termine europei si è abbassato di oltre 2 punti percentuali mentre il tasso del credito al consumo è rimasto allegramente intorno al 10%, senza variazioni, il che vuol dire che un fiume di soldi è entrato nei bilanci del sistema finanziario al collasso, estratto dalla fasce di debitori più poveri e obbligati, appunto, che non hanno ricevuto nessun beneficio.
Ci potrebbero essere dei commenti fin troppo facili, tipo la storiella del pollo di Trilussa. E' vero, ma si sa che negli ultimi 25 anni il divario fra i ricchi e i poveri si è allargato, non solo in Italia e neanche sopratutto.
Meno scontato è notare che il fisco funziona come un Robin Hood al contrario: la ricchezza immobiliare è ormai quasi esentasse; la ricchezza mobiliare paga il 12% di cedolare; il lavoro, sia dipendente che autonomo, è tassato mediamente intorno al 33% , i consumi intorno al 20%. Come si dice a Oxford, un padrone si affaccia al suo palazzo e dice "...io sono io e voi non siete un ca....." , perché, oltre a essere ricco, paga meno tasse di chi lavora.
Ancora meno scontato è un rilievo dal Bollettino di Bankitalia: che c'è una specie di tassa sulla povertà incassata dal sistema bancario http://www.banknoise.com/wp-content/uploads/2010/11/image24.png. Nel corso del 2008/2009 il tasso dei pronto contro termine europei si è abbassato di oltre 2 punti percentuali mentre il tasso del credito al consumo è rimasto allegramente intorno al 10%, senza variazioni, il che vuol dire che un fiume di soldi è entrato nei bilanci del sistema finanziario al collasso, estratto dalla fasce di debitori più poveri e obbligati, appunto, che non hanno ricevuto nessun beneficio.
giovedì 9 dicembre 2010
LE SCUSE PER UNO, LA SHARIA PER L'ALTRO?
Mohammed Fikri, 22 anni non è l'assassino di Jara. Non lo è per il Gip di Bergamo che ne ha approvato la scarcerazione e non lo è più neanche per i media che hanno chiarito l'equivoco di traduzione di una intercettazione che aveva portato al rocambolesco arresto dell'immigrato, insieme ad altri indizi e coincidenze rivelatisi poi casuali. Le scuse dello Stato sono d'obbligo, anche se in questo caso sia la famiglia di Jara che il sindaco di Brembate (leghista) non hanno mai inclinato, neanche per un attimo, ai soliti luoghi comuni razzisti, mantenendo un atteggiamento composto, anche in un momento di incertezza, che speriamo sia di buon esempio per tutti. Ovviamente le scuse e il risarcimento dello Stato sono cose necessarie e doverose, esattamente come lo sarebbero per un cittadino italiano nelle medesime circostanze. Sugli aspetti culturali ho trovato utili ed eccellenti le considerazioni di un servizio di Rai News 24 http://www.rainews24.it/it/canale-tv.php?id=21398
E' più difficile mantenere un atteggiamento composto verso il protagonista dell'altro episodio di cronaca nera Chafik Elketani, 21 anni, anche lui immigrato che ha travolto e ucciso 7 persone in bicicletta su una strada nei pressi di Lamezia Terme, dopo essersi drogato, ubriacato e messo alla guida senza patente di auto di grossa cilindrata. Nel suo Paese difficilmente potrebbe sperare nella benevolenza o nella pietà di un giudice, ammesso che vi arrivasse vivo, tanto più che lo stato di ebrezza non sarebbe considerato un' attenuante, anzi... In Italia gli andrà sicuramente meglio e questo alimenterà ancora di più il razzismo degli italiani. Forse è una considerazione fuori luogo ma sono in tanti a farla.
Mi è capitato molte volte nella vita di conoscere ragazzi come Chafik. Ragazzi che prendono in Europa delle brutte abitudini di cui non si libereranno più oppure che se ne sono andati dal proprio Paese proprio con la convinzione che "lì c'è la libertà", dove per libertà si intende comportarsi come un cretino. Mi risulta impossibile avere comprensione per la seconda categoria ma anche per la prima ci sarebbero molte considerazioni negative da fare. Però quello che forse la maggior parte degli italiani non sa, e che li sorprenderebbe, è che i connazionali di Chafik sono serenamente e universalmente favorevoli alla applicazione della pena di morte per chi si macchia di omicidi del genere, specialmente se maturati in quelle circostanze, chiunque sia a commetterli e di qualunque colore, lingua o religione, senza sconti e senza rimorsi.
E' più difficile mantenere un atteggiamento composto verso il protagonista dell'altro episodio di cronaca nera Chafik Elketani, 21 anni, anche lui immigrato che ha travolto e ucciso 7 persone in bicicletta su una strada nei pressi di Lamezia Terme, dopo essersi drogato, ubriacato e messo alla guida senza patente di auto di grossa cilindrata. Nel suo Paese difficilmente potrebbe sperare nella benevolenza o nella pietà di un giudice, ammesso che vi arrivasse vivo, tanto più che lo stato di ebrezza non sarebbe considerato un' attenuante, anzi... In Italia gli andrà sicuramente meglio e questo alimenterà ancora di più il razzismo degli italiani. Forse è una considerazione fuori luogo ma sono in tanti a farla.
Mi è capitato molte volte nella vita di conoscere ragazzi come Chafik. Ragazzi che prendono in Europa delle brutte abitudini di cui non si libereranno più oppure che se ne sono andati dal proprio Paese proprio con la convinzione che "lì c'è la libertà", dove per libertà si intende comportarsi come un cretino. Mi risulta impossibile avere comprensione per la seconda categoria ma anche per la prima ci sarebbero molte considerazioni negative da fare. Però quello che forse la maggior parte degli italiani non sa, e che li sorprenderebbe, è che i connazionali di Chafik sono serenamente e universalmente favorevoli alla applicazione della pena di morte per chi si macchia di omicidi del genere, specialmente se maturati in quelle circostanze, chiunque sia a commetterli e di qualunque colore, lingua o religione, senza sconti e senza rimorsi.
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