Qualche ulteriore considerazione dalla blogosfera mi capita di farla, dopo aver mandato qualche commento al blog di Giuliana Sgrena sull'Islam. Oltre alla già constata sensazione di paura che pervade i lettori verso l'Islam, verso l'estraneo che è pericolosamente vicino all'Occidente liberato, mi è sembrato di percepire un atteggiamento di fastidio verso chi sembra giocare il ruolo della tua coscienza. Spiego il caso. Partendo da un triste caso di cronaca del Pakistan, la condanna a morte per blasfemia di Bibi Asia, inevitabilmente(?) i commenti degli "occidentalisti" slittano sulla condizione delle donne nei Paesi musulmani, sul velo, la poligamia, le donne del Profeta etc.
Non sono affatto temi banali, beninteso, solo che una discussione seria sulla condizione femminile nel mondo islamico e sulla sua indispensabile riforma dovrebbe partire dal rispetto verso quelle donne, la loro religione e i loro desideri e non dall'astratta imposizione del modello occidentale in versione femminista. Inoltre i mariti, i padri e i fratelli di queste donne dovranno, prima o poi, fare i conti con la propria storia, verificando se certi comportamenti discriminatori e oppressivi vengono dalla religione o dalla tradizione, dalla Parola di Dio o dalle parole degli uomini. E' quasi ovvio che una comunità costruisca con i propri mattoni e con le proprie cifre, non necessariamente copiando gli altri. Non è ovvio per i lettori di questo di questo blog, non so quanto rappresentativi del common sense di sinistra: appena ho fatto loro osservare che, per esempio, è forse meglio essere poligami che "puttanieri" mi hanno sommerso di repliche infastidite, accusandomi di maschilismo, di doppiezza etc.; quando ho cercato di ripristinare un pò di verità storica sulla vita di Mohammed (Su di lui la Pace e la Benedizione di Dio) hanno gridato all'apologetica islamista; se mi sono permesso di dire che ben difficilmente si possono emettere condanne a morte seguendo le regole del Corano, mi hanno addirittura spiegato che non conosco la mia religione. Alcuni di loro hanno anche espresso interesse se non solidarietà per l'iniziativa di un signore francese di nome Cassel, ex trotschista, che "da sinistra" ha promosso una manifestazione contro "l'islamizzazione della Francia". Indovinate contro che cosa protestava questo emulo di Marat e di Robespierre in sedicesimo? Contro il fatto che il sindaco di Parigi ha permesso, udite udite!, ai musulmani di pregare per strada perché le moschee erano piene. Certamente questi democratici vedono gli islamici come una specie di fascisti e hanno lo stesso atteggiamento militante che si aveva contro il "nemico totale". Ma forse c'è anche il fastidio per qualcuno che sottolinea i vizi, la decadenza morale e le contraddizioni etiche che insieme alla pretenzione di universalismo caratterizza "l'autunno dell'Occidente".
Ovviamente a questo contribuisce anche, innegabilmente, la chiusura identitaria di molti musulmani che vivono in Europa, o perché sinceramente wahabisti o perché più semplicemente ignoranti o perchè si sentono a loro volta "osservati" . Eppure una exit strategy è necessaria e impellente.
martedì 28 dicembre 2010
martedì 21 dicembre 2010
POVERA ITALIA DI RICCHI
La fonte economica più attendibile e parziale del nostro Paese, Bankitalia, certifica che il 50% delle famiglie italiane è "povera" perché possiede meno del 10% della ricchezza nazionale, mentre il 10% è ricco, possedendo il 50% della ricchezza, mobile e immobile del Paese, che comunque è stimata complessivamente in circa 9200 miliardi di euro, mica noccioline. Mediamente un italiano è ricco come un francese o un inglese e ha meno debiti di un americano o un canadese, che guadagnano più di lui ma appunto hanno parecchi interessi e rate in più da pagare alle Banche. Gli italiani fanno debiti sopratutto per comprare case e si sa gli interessi sui mutui ipotecari sono ancora abbastanza bassi.
Ci potrebbero essere dei commenti fin troppo facili, tipo la storiella del pollo di Trilussa. E' vero, ma si sa che negli ultimi 25 anni il divario fra i ricchi e i poveri si è allargato, non solo in Italia e neanche sopratutto.
Meno scontato è notare che il fisco funziona come un Robin Hood al contrario: la ricchezza immobiliare è ormai quasi esentasse; la ricchezza mobiliare paga il 12% di cedolare; il lavoro, sia dipendente che autonomo, è tassato mediamente intorno al 33% , i consumi intorno al 20%. Come si dice a Oxford, un padrone si affaccia al suo palazzo e dice "...io sono io e voi non siete un ca....." , perché, oltre a essere ricco, paga meno tasse di chi lavora.
Ancora meno scontato è un rilievo dal Bollettino di Bankitalia: che c'è una specie di tassa sulla povertà incassata dal sistema bancario http://www.banknoise.com/wp-content/uploads/2010/11/image24.png. Nel corso del 2008/2009 il tasso dei pronto contro termine europei si è abbassato di oltre 2 punti percentuali mentre il tasso del credito al consumo è rimasto allegramente intorno al 10%, senza variazioni, il che vuol dire che un fiume di soldi è entrato nei bilanci del sistema finanziario al collasso, estratto dalla fasce di debitori più poveri e obbligati, appunto, che non hanno ricevuto nessun beneficio.
Ci potrebbero essere dei commenti fin troppo facili, tipo la storiella del pollo di Trilussa. E' vero, ma si sa che negli ultimi 25 anni il divario fra i ricchi e i poveri si è allargato, non solo in Italia e neanche sopratutto.
Meno scontato è notare che il fisco funziona come un Robin Hood al contrario: la ricchezza immobiliare è ormai quasi esentasse; la ricchezza mobiliare paga il 12% di cedolare; il lavoro, sia dipendente che autonomo, è tassato mediamente intorno al 33% , i consumi intorno al 20%. Come si dice a Oxford, un padrone si affaccia al suo palazzo e dice "...io sono io e voi non siete un ca....." , perché, oltre a essere ricco, paga meno tasse di chi lavora.
Ancora meno scontato è un rilievo dal Bollettino di Bankitalia: che c'è una specie di tassa sulla povertà incassata dal sistema bancario http://www.banknoise.com/wp-content/uploads/2010/11/image24.png. Nel corso del 2008/2009 il tasso dei pronto contro termine europei si è abbassato di oltre 2 punti percentuali mentre il tasso del credito al consumo è rimasto allegramente intorno al 10%, senza variazioni, il che vuol dire che un fiume di soldi è entrato nei bilanci del sistema finanziario al collasso, estratto dalla fasce di debitori più poveri e obbligati, appunto, che non hanno ricevuto nessun beneficio.
giovedì 9 dicembre 2010
LE SCUSE PER UNO, LA SHARIA PER L'ALTRO?
Mohammed Fikri, 22 anni non è l'assassino di Jara. Non lo è per il Gip di Bergamo che ne ha approvato la scarcerazione e non lo è più neanche per i media che hanno chiarito l'equivoco di traduzione di una intercettazione che aveva portato al rocambolesco arresto dell'immigrato, insieme ad altri indizi e coincidenze rivelatisi poi casuali. Le scuse dello Stato sono d'obbligo, anche se in questo caso sia la famiglia di Jara che il sindaco di Brembate (leghista) non hanno mai inclinato, neanche per un attimo, ai soliti luoghi comuni razzisti, mantenendo un atteggiamento composto, anche in un momento di incertezza, che speriamo sia di buon esempio per tutti. Ovviamente le scuse e il risarcimento dello Stato sono cose necessarie e doverose, esattamente come lo sarebbero per un cittadino italiano nelle medesime circostanze. Sugli aspetti culturali ho trovato utili ed eccellenti le considerazioni di un servizio di Rai News 24 http://www.rainews24.it/it/canale-tv.php?id=21398
E' più difficile mantenere un atteggiamento composto verso il protagonista dell'altro episodio di cronaca nera Chafik Elketani, 21 anni, anche lui immigrato che ha travolto e ucciso 7 persone in bicicletta su una strada nei pressi di Lamezia Terme, dopo essersi drogato, ubriacato e messo alla guida senza patente di auto di grossa cilindrata. Nel suo Paese difficilmente potrebbe sperare nella benevolenza o nella pietà di un giudice, ammesso che vi arrivasse vivo, tanto più che lo stato di ebrezza non sarebbe considerato un' attenuante, anzi... In Italia gli andrà sicuramente meglio e questo alimenterà ancora di più il razzismo degli italiani. Forse è una considerazione fuori luogo ma sono in tanti a farla.
Mi è capitato molte volte nella vita di conoscere ragazzi come Chafik. Ragazzi che prendono in Europa delle brutte abitudini di cui non si libereranno più oppure che se ne sono andati dal proprio Paese proprio con la convinzione che "lì c'è la libertà", dove per libertà si intende comportarsi come un cretino. Mi risulta impossibile avere comprensione per la seconda categoria ma anche per la prima ci sarebbero molte considerazioni negative da fare. Però quello che forse la maggior parte degli italiani non sa, e che li sorprenderebbe, è che i connazionali di Chafik sono serenamente e universalmente favorevoli alla applicazione della pena di morte per chi si macchia di omicidi del genere, specialmente se maturati in quelle circostanze, chiunque sia a commetterli e di qualunque colore, lingua o religione, senza sconti e senza rimorsi.
E' più difficile mantenere un atteggiamento composto verso il protagonista dell'altro episodio di cronaca nera Chafik Elketani, 21 anni, anche lui immigrato che ha travolto e ucciso 7 persone in bicicletta su una strada nei pressi di Lamezia Terme, dopo essersi drogato, ubriacato e messo alla guida senza patente di auto di grossa cilindrata. Nel suo Paese difficilmente potrebbe sperare nella benevolenza o nella pietà di un giudice, ammesso che vi arrivasse vivo, tanto più che lo stato di ebrezza non sarebbe considerato un' attenuante, anzi... In Italia gli andrà sicuramente meglio e questo alimenterà ancora di più il razzismo degli italiani. Forse è una considerazione fuori luogo ma sono in tanti a farla.
Mi è capitato molte volte nella vita di conoscere ragazzi come Chafik. Ragazzi che prendono in Europa delle brutte abitudini di cui non si libereranno più oppure che se ne sono andati dal proprio Paese proprio con la convinzione che "lì c'è la libertà", dove per libertà si intende comportarsi come un cretino. Mi risulta impossibile avere comprensione per la seconda categoria ma anche per la prima ci sarebbero molte considerazioni negative da fare. Però quello che forse la maggior parte degli italiani non sa, e che li sorprenderebbe, è che i connazionali di Chafik sono serenamente e universalmente favorevoli alla applicazione della pena di morte per chi si macchia di omicidi del genere, specialmente se maturati in quelle circostanze, chiunque sia a commetterli e di qualunque colore, lingua o religione, senza sconti e senza rimorsi.
lunedì 29 novembre 2010
MA CHI CI PROTEGGE DALLA NATO?
Mentre il mondo legge attonito da Wikileaks ciò che ha sempre saputo, che cioè la guerra è sporca e la diplomazia pure, il vento di guerra si sposta verso il Mar della Cina. Le manovre congiunte della Marina USA e della Corea del Sud hanno innescato la reazione furiosa della Corea del Nord, paese detentore di missili a medio raggio e alleato della Cina. E' ovviamente improbabile che sia l'inizio di una guerra combattuta sul campo ma è sicuramente l'inizio della nuova "guerra fredda" fra USA e Cina, veri contendenti di questo secolo. Gli americani hanno appena incassato l'appoggio degli europei e l'interlocutorio interesse della Russia allo scudo anti-missile, all'ultimo vertice della Nato di Lisbona. In un ciclo di 50 anni il nemico da tenere sotto pressione si è spostato ancora più a Est, sperando che sia indotto alla stessa pazzesca corsa alla parità strategica che fu alla base del crollo dell'ex Unione Sovietica.
Ma qui le similitudini con il passato finiscono. Oggi la Cina detiene una parte consistente e strategica dell'enorme debito pubblico degli Stati Uniti ed è il principale mercato di investimenti per l'Europa dei banchieri e delle delocalizzazioni. Come dire che è poco intelligente bastonare la mucca dalla quale mungi il latte
Ma qui le similitudini con il passato finiscono. Oggi la Cina detiene una parte consistente e strategica dell'enorme debito pubblico degli Stati Uniti ed è il principale mercato di investimenti per l'Europa dei banchieri e delle delocalizzazioni. Come dire che è poco intelligente bastonare la mucca dalla quale mungi il latte
domenica 21 novembre 2010
DA CHI CI PROTEGGE LA NATO?
Leggiamo sui media di tutto il mondo di un vertice dell' Alleanza Atlantica tenutosi a Lisbona , definito "storico" perchè apre una nuova fase delle relazioni con la Russia e inaugura la exit strategy dalla sconfitta afgana.
Su questo secondo punto c'è poco da dire: il "pensiero unico" è naufragato a Bagdad ed è stato sepolto a Kabul, senza necrologio, lasciandosi dietro le spalle Paesi distrutti, la più dura crisi finanziaria dal '29 e un mondo complessivamente più insicuro.
Ma è il primo punto che merita qualche attenzione in più. Aldilà dei buonissimi propositi, buoni per tutte le stagioni, cosa c'è di concreto? La Russia si è detta disponibile a collaborare allo "scudo missilistico" e cioè a quel progetto, riveduto e corretto, che guasta i sonni della leadership di Mosca dal 1991, quando il George Bush sr. e Edward Teller elaborarono il progetto detto "star wars". Lo scudo missilistico di oggi è frutto, in realtà, di una tecnologia molto più "leggera" e meno costosa di quella delle origini: non si tratta più di bloccare i missili a medio raggio e intercontinentali con uno "scudo" ma di individuarne immediatmente il lancio, integrando la rete di satelliti esistenti, con una rete si computer in grado di identificare la minaccia e di distruggere in volo i missili con il lancio altri missili intercettori, opportunamente distribuiti. Ma perchè fare tutto questo se i missili a medio raggio e intercontinentali della Russia non sono più puntati contro la Nato? La risposta che viene da Lisbona è abbastanza sorprendente: ci sarebbero almeno una trentina di Paesi inaffidabili che disporrebbero di missili a medio raggio capaci di trasportare delle testate nucleari di una certa grandezza. Strano! La Nato, sicuramente sa più di noi comuni mortali: solo la Cina dispone di veri missili intercontinentali, oltre alla Russia e ai Paesi della Nato, mentre l'India, il Pakistan, la Corea del Nord e l'Iran hanno missili a medio raggio e forse saranno in grado solo nei prossimi anni di costruire un numero significativo di missili intercontinentali. Ho omesso dalla lista Israele che dispone di entrambi i sistemi d'arma e delle testate nucleari, ma è membro in pectore della Nato. Dove sono gli altri minacciosi 25 Paesi, innominati e misteriosi? Sappiamo che la Turchia si è opposta alla esplicita indicazione dell' Iran. Quindi si parla di fantomatici nemici ma la realtà è che la Nato si è riposizionata come deterrente contro la Cina di oggi e l'India di un prossimo domani. Per fare questo chiede la collaborazione dell'oligarchia di Mosca, suo principale concorrente nel mercato globale delle armi e dei sistemi di difesa anche nucleari. Anche questo è il segno di una sconfitta "storica", non meno bruciante di quella di Kabul. Ma è anche segno di una stranezza non da poco, anche se non del tutto sorprendente: gli Usa guidano una alleanza militare che minaccia, più o meno scopertamente, il suo principale e finora munifico creditore, la Cina appunto che detiene, insieme al Giappone, il maggior credito "sovrano" verso gli Stati Uniti. Non è una cosa da poco per gli USA che si avviano a raggiungere i 14,3 trilioni di dollari di debito pubblico nel corso del 2010, pari al valore soglia del 100% del PIL. Ma in tutto questo, proprio non si capisce che cosa c'entri l'Europa, l'Italia e anche gli immediati dintorni
Su questo secondo punto c'è poco da dire: il "pensiero unico" è naufragato a Bagdad ed è stato sepolto a Kabul, senza necrologio, lasciandosi dietro le spalle Paesi distrutti, la più dura crisi finanziaria dal '29 e un mondo complessivamente più insicuro.
Ma è il primo punto che merita qualche attenzione in più. Aldilà dei buonissimi propositi, buoni per tutte le stagioni, cosa c'è di concreto? La Russia si è detta disponibile a collaborare allo "scudo missilistico" e cioè a quel progetto, riveduto e corretto, che guasta i sonni della leadership di Mosca dal 1991, quando il George Bush sr. e Edward Teller elaborarono il progetto detto "star wars". Lo scudo missilistico di oggi è frutto, in realtà, di una tecnologia molto più "leggera" e meno costosa di quella delle origini: non si tratta più di bloccare i missili a medio raggio e intercontinentali con uno "scudo" ma di individuarne immediatmente il lancio, integrando la rete di satelliti esistenti, con una rete si computer in grado di identificare la minaccia e di distruggere in volo i missili con il lancio altri missili intercettori, opportunamente distribuiti. Ma perchè fare tutto questo se i missili a medio raggio e intercontinentali della Russia non sono più puntati contro la Nato? La risposta che viene da Lisbona è abbastanza sorprendente: ci sarebbero almeno una trentina di Paesi inaffidabili che disporrebbero di missili a medio raggio capaci di trasportare delle testate nucleari di una certa grandezza. Strano! La Nato, sicuramente sa più di noi comuni mortali: solo la Cina dispone di veri missili intercontinentali, oltre alla Russia e ai Paesi della Nato, mentre l'India, il Pakistan, la Corea del Nord e l'Iran hanno missili a medio raggio e forse saranno in grado solo nei prossimi anni di costruire un numero significativo di missili intercontinentali. Ho omesso dalla lista Israele che dispone di entrambi i sistemi d'arma e delle testate nucleari, ma è membro in pectore della Nato. Dove sono gli altri minacciosi 25 Paesi, innominati e misteriosi? Sappiamo che la Turchia si è opposta alla esplicita indicazione dell' Iran. Quindi si parla di fantomatici nemici ma la realtà è che la Nato si è riposizionata come deterrente contro la Cina di oggi e l'India di un prossimo domani. Per fare questo chiede la collaborazione dell'oligarchia di Mosca, suo principale concorrente nel mercato globale delle armi e dei sistemi di difesa anche nucleari. Anche questo è il segno di una sconfitta "storica", non meno bruciante di quella di Kabul. Ma è anche segno di una stranezza non da poco, anche se non del tutto sorprendente: gli Usa guidano una alleanza militare che minaccia, più o meno scopertamente, il suo principale e finora munifico creditore, la Cina appunto che detiene, insieme al Giappone, il maggior credito "sovrano" verso gli Stati Uniti. Non è una cosa da poco per gli USA che si avviano a raggiungere i 14,3 trilioni di dollari di debito pubblico nel corso del 2010, pari al valore soglia del 100% del PIL. Ma in tutto questo, proprio non si capisce che cosa c'entri l'Europa, l'Italia e anche gli immediati dintorni
venerdì 12 novembre 2010
COLF3. INGOLFATI IN TV
Mentre Napoli è sommersa dall'immondizia come due anni fa, vittima di un falso miracolo di S. Silvio e il Veneto è sommerso dall'acqua, a causa dei cambiamenti climatici sempre più minacciosi, a Brescia 5 persone su una gru riescono, con coraggio e determinazione, ad arrivare alla prima serata di Rai2. Loro sono vittime della sanatoria colf/badanti del settembre 2009. Hanno lavorato in nero nelle officine del profondo Nord, hanno comprato a 4/5000 € un contratto di lavoro regolare, non hanno avuto il Permesso di soggiorno perchè erano stati espulsi e condannati anni prima. Raccontano tutto questo modo sincero, diretto, senza badare a addolcire la durezza dell'immigrazione "illegale", che è poi l'unica possibile. Anche il racconto della città attorno alla gru è vero e crudo: da una parte chi manifesta la solidarietà si becca prima la carica della Polizia e poi la deportazione al CIE di Gorizia; da un'altra parte i "padani", che si dicono pronti a iniziare il tiro al bersaglio alla gente sulla gru, per garantire la ripresa di lavori della metropolitana leggera. C'è in studio chi dice che questa polarizzazione porta acqua proprio al mulino dei razzisti ma per la prima volta accade un fatto nuovo: un giornalista italiano, Luca Telese, letteralmente sbotta indignato denunciando lo schiavismo del lavoro nero, l'ipocrisia di chi lo sfrutta e poi vota Lega, il sottobosco di sotterfugi necessari per pagare a caro prezzo la "regolarizzazione". Si capisce che ha conosciuto e conosce immigrati veri e non quei surreali avatar colorati che compaiono nei convegni sull'intercultura e l'integrazione, dei vari Comune-Provincia-Regione-Paesedellemeraviglie. L'indignazione di questa persona è veramente una buona notizia.
La cattiva notizia è che, purtroppo, vari settori della popolazione diventano veramente più razzisti: i ceti urbani più poveri che, essendo incapaci di "riqualificarsi", sono realmente in concorrenza con gli immigrati per i lavori più malpagati; il ceto medio ossessionato dal problema della sicurezza, "percepita" come minacciata dagli immigrati. In questa dinamica un Potere miope e meschino governa attraverso la paura, ingigantendola e moltiplicandola nello specchio della comunicazione, invece di accompagnare l'inevitabile transizione alla società multietnica.
L'unico sbocco di questa politica è che mentre oggi ci sono 5 persone su una gru domani ci saranno conflitti sociali sempre più ampi, che coinvolgeranno centinaia di migliaia di indigeni e immigrati. Quanti Castel Volturno, quanti Rosarno, quante Brescia ci vogliono per capirlo?
La cattiva notizia è che, purtroppo, vari settori della popolazione diventano veramente più razzisti: i ceti urbani più poveri che, essendo incapaci di "riqualificarsi", sono realmente in concorrenza con gli immigrati per i lavori più malpagati; il ceto medio ossessionato dal problema della sicurezza, "percepita" come minacciata dagli immigrati. In questa dinamica un Potere miope e meschino governa attraverso la paura, ingigantendola e moltiplicandola nello specchio della comunicazione, invece di accompagnare l'inevitabile transizione alla società multietnica.
L'unico sbocco di questa politica è che mentre oggi ci sono 5 persone su una gru domani ci saranno conflitti sociali sempre più ampi, che coinvolgeranno centinaia di migliaia di indigeni e immigrati. Quanti Castel Volturno, quanti Rosarno, quante Brescia ci vogliono per capirlo?
sabato 6 novembre 2010
AL HAMDU LILLAH
In arabo vuol dire sia lode a Dio. Mi capita ancora una volta di parlare del Ministro Maroni che, per la verità, è il meno peggio del Governo Berlusconi e incomparabilmente meglio di Berlusconi (non è che ci voglia molto). Bontà sua ha annunciato che non rinnoverà il Decreto Pisanu del 2005, primo nella prolifica genia dei pacchetti sicurezza. In particolare ho letto che, quando era stato in Israele, gli avevano spiegato che registrare gli utenti degli Internet Point non serviva più a niente: i terroristi non usano più strumenti "obsoleti" e di terrorismo gli israeliani se ne intendono, essendo l'unico Stato che attua e rivendica azioni terroriste.
In questi cinque anni, infatti, non un solo terrorista è stato preso grazie a questa norma ma in compenso la Polizia Postale e la Digos hanno avuto la possibilità di sottoporre ad asfissianti controlli di polizia tutti gli Internet Point/phone center, connessi a utenti e/o proprietari immigrati.
Mi è personalmente capitato che la Polizia mi abbia revocato la licenza per un Internet Point, pur trovando tutti gli utenti registrati e muniti di documenti, perchè per "ben due volte" i controlli dimostravano che mi ero allontanato per circa un ora dal mio esercizio, lasciando la sorveglianza a "persona non autorizzata, provocando così un grave pericolo all'incolumità pubblica e dimostrando in più circostanze disprezzo per l'autorità" . Mi venne verbalmente specificato, dallle suddette autorità, che anche per "andare al cesso bisogna ESSERE SOSTITUITI una persona autorizzata", salvo spiegare che la persona non può essere autorizzata prima di sessanta giorni dalla presentazione dell'apposita domanda. Tutto questo sulla base della legge Pisanu del 2005 e del Regio Decreto 18/11/1931 n. 773, una delle tante leggi fasciste ancora in vigore.
Tra le altre misure di contrasto al terrorismo la Polizia Postale e la Digos pretendono a tutt'oggi che ogni Phone center/Internet Point registri con nome, cognome e fotocopie del documento d'identità anche le persone che effettuano telefonate da 20 centesimi. Essendo governati dal Popolo della Libertà non possiamo che apprezzare la coerenza fra sigle e realtà.
Proprio per queste esperienze non sappiamo se dopo il 31 dicembre la situazione cambierà solo sulla carta o anche nella realtà. Ma tant'è, ogni giorno ha la sua pena. Per oggi non possiamo che plaudire a Maroni mentre non possiamo plaudire al Procuratore antimafia Grasso che vede nel provvedimento un ostacolo alle indagini contro la mafia (?), confermando l'idea che molti magistrati giudichino senza conoscere neanche in grandi linee i fatti di cui parlano.
In questi cinque anni, infatti, non un solo terrorista è stato preso grazie a questa norma ma in compenso la Polizia Postale e la Digos hanno avuto la possibilità di sottoporre ad asfissianti controlli di polizia tutti gli Internet Point/phone center, connessi a utenti e/o proprietari immigrati.
Mi è personalmente capitato che la Polizia mi abbia revocato la licenza per un Internet Point, pur trovando tutti gli utenti registrati e muniti di documenti, perchè per "ben due volte" i controlli dimostravano che mi ero allontanato per circa un ora dal mio esercizio, lasciando la sorveglianza a "persona non autorizzata, provocando così un grave pericolo all'incolumità pubblica e dimostrando in più circostanze disprezzo per l'autorità" . Mi venne verbalmente specificato, dallle suddette autorità, che anche per "andare al cesso bisogna ESSERE SOSTITUITI una persona autorizzata", salvo spiegare che la persona non può essere autorizzata prima di sessanta giorni dalla presentazione dell'apposita domanda. Tutto questo sulla base della legge Pisanu del 2005 e del Regio Decreto 18/11/1931 n. 773, una delle tante leggi fasciste ancora in vigore.
Tra le altre misure di contrasto al terrorismo la Polizia Postale e la Digos pretendono a tutt'oggi che ogni Phone center/Internet Point registri con nome, cognome e fotocopie del documento d'identità anche le persone che effettuano telefonate da 20 centesimi. Essendo governati dal Popolo della Libertà non possiamo che apprezzare la coerenza fra sigle e realtà.
Proprio per queste esperienze non sappiamo se dopo il 31 dicembre la situazione cambierà solo sulla carta o anche nella realtà. Ma tant'è, ogni giorno ha la sua pena. Per oggi non possiamo che plaudire a Maroni mentre non possiamo plaudire al Procuratore antimafia Grasso che vede nel provvedimento un ostacolo alle indagini contro la mafia (?), confermando l'idea che molti magistrati giudichino senza conoscere neanche in grandi linee i fatti di cui parlano.
venerdì 5 novembre 2010
LA BANCA DEI POVERI
E' la Banca Grameen in Bangladesh, di proprietà di 4.000.000 di piccoli azionisti per il 94% e dello Stato del Bangladesh, proprietaria fra le altre cose di una rete di telefonia mobile con alcune decine di milioni di abbonati, di un network per internet a banda larga, di una società di money trasfer e di altre decine di attività economiche.
Un'insolita caratteristica della the Grameen Bank consiste nel fatto che essa è di proprietà dei clienti indigenti finanziati dalla banca stessa, la maggior parte dei quali sono donne. I clienti finanziati sono titolari del 94% del capitale della banca e il restante 6% è di proprietà del Governo del Bangladesh.
Altri fatti relativi alla Banca, aggiornati a maggio 2006 sono i seguenti:[1]
Un'insolita caratteristica della the Grameen Bank consiste nel fatto che essa è di proprietà dei clienti indigenti finanziati dalla banca stessa, la maggior parte dei quali sono donne. I clienti finanziati sono titolari del 94% del capitale della banca e il restante 6% è di proprietà del Governo del Bangladesh.
Altri fatti relativi alla Banca, aggiornati a maggio 2006 sono i seguenti:[1]
- L'ammontare totale dei clienti finanziati è di 6.39 milioni, il 96% dei quali sono donne
- la Banca ha 2185 filiali in 69.140 villaggi con un totale di 17.336 dipendenti
- Il tasso di rimborso dei prestiti è del 98,45%
- Il totale dei prestiti concessi dall'avvio dell'attività bancaria ammonta a 263.840.000.000 di Taka (5.340.000.000 di dollari USA). Di essi sono stati restituiti 234.750.000.000 di Tk (4.730.000.000 di dollari USA). I dati sono tratti da Wikipedia ( a sua volta il più grande sito non commerciale sul Web)
domenica 31 ottobre 2010
SENZA PAROLE
Ci sono dei casi che non hanno bisogno di commenti. http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=20870
sabato 23 ottobre 2010
QUANTA INUTILE BELLEZZA
"All this useless beauty.." diceva una ballata rock di Elvis Costello. Leggo su Al jazeera che l'Arabia Saudita ha varato un programma di ampliamento della sua già ragguardevole forza aerea comprando la bellezza di 60 miliardi di dollari di armamenti dal governo Obama. Una bella boccata d'ossigeno per Lokheed, Boering etc. piene di debiti e insidiate dalla concorrenza "amica" degli europei e da quella "ostile " dei russi. Nessuna paura invece per Israele. Il Segretario della Difesa del Governo Usa, Shapiro ha sottolineato in una intervista che vi sono stati lunghi colloqui con Israele e che alla fine sono state vendute all'Arabia Saudita delle armi un pò meno avanzate di quelle recentissime in corso di fornitura allo stato sionista di Israele. Per chi si vuole togliersi il dubbio http://blogs.aljazeera.net/americas/2010/10/21/60bn-us-saudi-arms-deal-okd. La cosa ancora più incredibile è che lo stesso Mr. Shapiro sostiene che le nuove armi non sono affatto dirette principalmente contro l'Iran, in quanto l'Arabia Saudita avrebbe altri pericolosi vicini. Mi sono chiesto chi fosseri i vicini in grado di insidiare una potenza come l'Arabia Saudita: il Kuwait? l'Oman? lo Yemen? Abu Dhabi? Non voglio pensare che quel burlone di Shapiro volesse alludere al Sudan o all'Eritrea che sono i più vicini "stati canaglia" e neanche agli alleati Irak o Giordania. Oltretutto è vero che la forza aerea dell'Iran non è una minaccia per l'Arabia Saudita perchè, allo stato attuale le armi convenzionali del paese degli aytollah sono piuttosto antiquate ed questa è la vera ragione per la quale l'Iran sta saggiamente promuovendo il suo programma nucleare, in chiave squisitamente difensiva, in osservanza alla dottrina della "guerra asimmmetrica". In realtà gli unici vicini che abbiano una stazza tale da essere un pericolo per l'Arabia Saudita sono Israele e la Turchia.
La Turchia per la verità non è un nemico della Arabia Saudita da circa 100 anni. Forse è però un amico degli USA meno fedele e servile che in passato, è una economia emergente e, last but not least, ha un governo di ispirazione islamica.
La Turchia per la verità non è un nemico della Arabia Saudita da circa 100 anni. Forse è però un amico degli USA meno fedele e servile che in passato, è una economia emergente e, last but not least, ha un governo di ispirazione islamica.
sabato 16 ottobre 2010
LA COLF DOVE LA METTO? LA RIPRENDO
Così, prevedibilmente il Consiglio di Stato ritorna sui suoi passi. In questo Paese sempre più "giudiziarizzato" bisogna sempre aspettarsi questo tipo di cose. A breve distanza dalla sentenza con cui lo stesso Consiglio di Stato aveva negato la possibilità di "sanare" con la legge 102/2009 colf e badanti che non avevano ubbidito all'ordine di espulsione, UNA NUOVA SENTENZA DEL 28 SETTEMBRE MA PUBBLICATA 10 GIORNI FA ha ribaltato il giudizio precedente.
Gli errori erano troppo macroscopici ed evidenti. Ma una riflessione nasce spontanea: possibile che un ministro faccia una legge con l'intento di impallinarla qualche mese dopo? La politica ha le sue esigenze, fra le quali innanzitutto l'auto riproduzione di chi la fa, la qual cosa vuol dire prendere i voti, possibilmente di tutti. Ma se questo tentativo genera l'immobilismo o il falso movimento alla fine si dovrebbero perdere i voti di tutti, mentre da noi sembra non essere così. Produrre un elevato numero di cause giudiziarie è miglior modo per immobilizzare ed è uno sport diffuso in Italia, poco meno del calcio. I tifosi sono molti di meno, anche se non pochissimi (200.000 avvocati non sono uno scherzo). C'è chi sostiene, abbastanza credibilmente, che il numero strabordante delle cause civili e amministrative è frutto della bassa qualità delle leggi, troppe, ambigue, rappezzate. C'è chi sostiene, ancora più credibilmente, che troppi "ci marciano".
Gli errori erano troppo macroscopici ed evidenti. Ma una riflessione nasce spontanea: possibile che un ministro faccia una legge con l'intento di impallinarla qualche mese dopo? La politica ha le sue esigenze, fra le quali innanzitutto l'auto riproduzione di chi la fa, la qual cosa vuol dire prendere i voti, possibilmente di tutti. Ma se questo tentativo genera l'immobilismo o il falso movimento alla fine si dovrebbero perdere i voti di tutti, mentre da noi sembra non essere così. Produrre un elevato numero di cause giudiziarie è miglior modo per immobilizzare ed è uno sport diffuso in Italia, poco meno del calcio. I tifosi sono molti di meno, anche se non pochissimi (200.000 avvocati non sono uno scherzo). C'è chi sostiene, abbastanza credibilmente, che il numero strabordante delle cause civili e amministrative è frutto della bassa qualità delle leggi, troppe, ambigue, rappezzate. C'è chi sostiene, ancora più credibilmente, che troppi "ci marciano".
domenica 10 ottobre 2010
ISLAMOFOBIA2
"...fear makes strangers of people who would be friends.” (la paura rende estranei persone che dovrebbero essere amici). La frase è dell'attrice Shirley MacLaine e mi sembra una sintesi efficace dell'attuale momento. La paura o se non proprio la paura la preoccupazione : chi più la sicurezza, chi più l'ambiente, chi più l'incertezza economica. Questo inizio nuvoloso e piovoso del secolo sembra segnato da queste paure, che però sono troppo grandi e "intellettuali" per ciascuno di noi. Risulta molto più facile indirizzare questo sentimento contro i musulmani, immigati e non, ma anche contro gli impiegati statali, i giudici, i sindacalisti.
Leggo che nel 1348 alcune delle vittime della furia popolare scatenata dalla peste furono gli ebrei. Pare che in Germania vi siano stati, in quel periodo, i più consistenti pogrom della storia europea prima dell'avvento del nazismo. Una delle accuse più frequenti era che gli ebrei avvelenavano i pozzi per diffondere la malattia. In quel caso la plebe ignorante e inferocita reagiva così a un disastro terribile, che sterminò un terzo della popolazione e che non potè essere arginato in alcun modo dalla scienza e dalle conoscenze dell'epoca. Le classi dominanti, cristiane e laiche, tentarono vanamente di arginare comportamenti così irrazionali senza nessun esito.
Il paragone vale fino a un certo punto. La minaccia della peste era molto più seria della crisi finanziaria e gli occidentali di oggi sono infinitamente più ricchi, più colti e più informati di 650 anni fa. Eppure il meccanismo è lo stesso. Altrimenti come si giustificherebbe il consenso dell'opinione pubblica alla macelleria in corso da 10 anni in Afghanistan? Come si accetterebbe di spendere, come l'Italia, 1000 € al minuto per occupare l' Afghanistan, stremato da 30 di guerra (non so immaginare quanto spendano dli USA)? E' solo colpa della manipolazione mediatica?
Leggo che nel 1348 alcune delle vittime della furia popolare scatenata dalla peste furono gli ebrei. Pare che in Germania vi siano stati, in quel periodo, i più consistenti pogrom della storia europea prima dell'avvento del nazismo. Una delle accuse più frequenti era che gli ebrei avvelenavano i pozzi per diffondere la malattia. In quel caso la plebe ignorante e inferocita reagiva così a un disastro terribile, che sterminò un terzo della popolazione e che non potè essere arginato in alcun modo dalla scienza e dalle conoscenze dell'epoca. Le classi dominanti, cristiane e laiche, tentarono vanamente di arginare comportamenti così irrazionali senza nessun esito.
Il paragone vale fino a un certo punto. La minaccia della peste era molto più seria della crisi finanziaria e gli occidentali di oggi sono infinitamente più ricchi, più colti e più informati di 650 anni fa. Eppure il meccanismo è lo stesso. Altrimenti come si giustificherebbe il consenso dell'opinione pubblica alla macelleria in corso da 10 anni in Afghanistan? Come si accetterebbe di spendere, come l'Italia, 1000 € al minuto per occupare l' Afghanistan, stremato da 30 di guerra (non so immaginare quanto spendano dli USA)? E' solo colpa della manipolazione mediatica?
venerdì 8 ottobre 2010
ISLAMOFOBIA
Ho letto un campionario dell' islamofobia di sinistra sul blog di Giuliana Sgrena, a partire dall' episodio di omicidio familiare che un'altra volta ha coinvolto una famiglia pakistana. Le paure delle persone di sinistra si concentrano sull'anti-femminismo, l'omofobia e sugli aspetti "normativi" che sarebbero i tratti distintivi dell'Islam. Probabilmente le paure del popolo di destra si concentrano più sul dato demografico (i figli), sulla concorrenza per il lavoro e anche su una più generica diffidenza verso l'"altro". Per questi ultimi il problema è la SICUREZZA del molto che hanno dopo generazioni di duro lavoro, per gli altri la DIFESA degli spazi di libertà conquistati in un intero processo storico. Entrambi i gruppi sono atterriti dal comunitarismo dell'Islam, che esige la sottomissione a Dio (gloria a lui l'Altissimo) dei credenti, e dal semplice ma rigoroso insieme delle regole che ne legano la comunità, la Umma. Altro tratto comune è la confusione che entrambi fanno fra le religione e le società dei Paesi musulmani.
Ma di tutti gli aspetti di contrasto il più sensibile e direi epidermico è il ruolo delle donne, sentito come "superiore" nelle civiltà laiche e capitaliste. Mi permetto una contro analisi: le donne in queste avanzatissime civiltà sono in larga misura sterili (volontariamente); costrette a lavorare fuori casa per far quadrare i conti dei consumi; legate a una cultura di sistematico utilizzo del corpo per la comunicazione e la carriera. Il processo di svalutazione del lavoro domestico e della famiglia come nucleo di base della società in Europa è iniziata nel tardo Cinquecento e si conclude oggi con la totale sottomissione delle donne e (ancora prima) degli uomini al mercato, vissuto ormai come consumo slegato dalla produzione. Si esiste e si è per quanto si può consumare e quello che si consuma decide chi siamo.
Una donna islamica conta per i suoi figli, per la sua casa e infine per l'onore che gli da il marito e per il riconoscimento della comunità. Il consumo, il lusso, l'affermazione fuori dalla famiglia sono subordinate ai valori precedenti. Non voglio però fare un quadro idilliaco, non mi nascondo affatto l'oppressione vissuta dalle donne in molti paesi in via di sviluppo, islamici e non. Ma questi valori sono accettati, in grandissima parte liberamente, anche da milioni di donne islamiche immigrate nel libero mondo laico. Come mai i laici europei ne sono così esterefatti? Forse le interessate non mostrano entusiasmo verso i "liberatori/trici"?
Forse vogliono soltanto che i loro valori venissero rispettati e non continuamente giudicati in base a una presunta, indiscutibile superiorità dei valori laici.
Francamente mi irrita la supponenza di chi vuole "liberare" gli altri solo dall'alto del suo Suv pagato a rate, della sua finta libertà di scelta fra Vespa e Floris e dei suoi fallimenti esistenziali con tanto di figli anoressici o tossicodipendenti e genitori in consegna alla badante. Se solo si potesse vedere la trave nel proprio occhio....
Ma di tutti gli aspetti di contrasto il più sensibile e direi epidermico è il ruolo delle donne, sentito come "superiore" nelle civiltà laiche e capitaliste. Mi permetto una contro analisi: le donne in queste avanzatissime civiltà sono in larga misura sterili (volontariamente); costrette a lavorare fuori casa per far quadrare i conti dei consumi; legate a una cultura di sistematico utilizzo del corpo per la comunicazione e la carriera. Il processo di svalutazione del lavoro domestico e della famiglia come nucleo di base della società in Europa è iniziata nel tardo Cinquecento e si conclude oggi con la totale sottomissione delle donne e (ancora prima) degli uomini al mercato, vissuto ormai come consumo slegato dalla produzione. Si esiste e si è per quanto si può consumare e quello che si consuma decide chi siamo.
Una donna islamica conta per i suoi figli, per la sua casa e infine per l'onore che gli da il marito e per il riconoscimento della comunità. Il consumo, il lusso, l'affermazione fuori dalla famiglia sono subordinate ai valori precedenti. Non voglio però fare un quadro idilliaco, non mi nascondo affatto l'oppressione vissuta dalle donne in molti paesi in via di sviluppo, islamici e non. Ma questi valori sono accettati, in grandissima parte liberamente, anche da milioni di donne islamiche immigrate nel libero mondo laico. Come mai i laici europei ne sono così esterefatti? Forse le interessate non mostrano entusiasmo verso i "liberatori/trici"?
Forse vogliono soltanto che i loro valori venissero rispettati e non continuamente giudicati in base a una presunta, indiscutibile superiorità dei valori laici.
Francamente mi irrita la supponenza di chi vuole "liberare" gli altri solo dall'alto del suo Suv pagato a rate, della sua finta libertà di scelta fra Vespa e Floris e dei suoi fallimenti esistenziali con tanto di figli anoressici o tossicodipendenti e genitori in consegna alla badante. Se solo si potesse vedere la trave nel proprio occhio....
giovedì 30 settembre 2010
SE CINQUANTUNO EURO VI SEMBRAN POCHI
Forse avete ragione perchè effettivamente lo sono. Ma se qualcuno ce li regalasse e perdesse anche due giorni di lavoro per darceli, per lo meno lo ringrazieremmo. Invece no.
Da alcuni mesi un immigrato per fare un "ricongiungimento familiare" (far venire in Italia la moglie o un figlio minore o un veccchio genitore) o per fare il Permesso CE deve dimostrare come sempre un redddito adeguato (10.600 € per moglie e un figlio), una casa di adeguate dimensioni (55 mq. nel
caso di prima) ma anche di avere una casa igienica. In pratica deve andare alla Asl, sottoscrivere una richiesta di accertamento, andare in Ufficio Postale, pagare una tassa di 51,00 €, portare la ricevuta e aspettare 15 giorni per la visita della Asl.
E' inutile dire che il Ministro degli Interni è pieno di sollecitudine per la salute degli immigrati e vuole che vivano in case belle, luminose e pulite. Per questo, non essendoci soldi per costruire case popolari, ha pensato bene comunque di prescrivere loro di avere la massima cura nel curare l'igiene.
Per la verità anche le Asl delle Regioni governate dall'opposizione sembrano piuttosto contente di percepire questi soldi e sono altrettanto preoccupate della salute degli immigrati: anche l'Emilia del Presidente a vita Errani o la Puglia di Re Nichi e della sua costosa corte avrebbero potuto vanificare questa piccola e ignobile vessazione "igienista", rendendo per esempio automatico e gratuito il rilascio del certificato, invece ....cinquantuno euro gli sembran pochi. SOPRATUTTO PERCHE' I CONSIGLIERI DELLA REGIONE PUGLIA TROVANO APPENA SUFFICIENTI I TRECENTO EURO MENSILI DI AUMENTO SULLE LORO MISERE PENSIONI (OLTRE 60.000 € ANNUI) CHE SI SONO APPENA APPROVATI. Magari uno è anche un pò qualunquista a indignarsi, però...
Da alcuni mesi un immigrato per fare un "ricongiungimento familiare" (far venire in Italia la moglie o un figlio minore o un veccchio genitore) o per fare il Permesso CE deve dimostrare come sempre un redddito adeguato (10.600 € per moglie e un figlio), una casa di adeguate dimensioni (55 mq. nel
caso di prima) ma anche di avere una casa igienica. In pratica deve andare alla Asl, sottoscrivere una richiesta di accertamento, andare in Ufficio Postale, pagare una tassa di 51,00 €, portare la ricevuta e aspettare 15 giorni per la visita della Asl.
E' inutile dire che il Ministro degli Interni è pieno di sollecitudine per la salute degli immigrati e vuole che vivano in case belle, luminose e pulite. Per questo, non essendoci soldi per costruire case popolari, ha pensato bene comunque di prescrivere loro di avere la massima cura nel curare l'igiene.
Per la verità anche le Asl delle Regioni governate dall'opposizione sembrano piuttosto contente di percepire questi soldi e sono altrettanto preoccupate della salute degli immigrati: anche l'Emilia del Presidente a vita Errani o la Puglia di Re Nichi e della sua costosa corte avrebbero potuto vanificare questa piccola e ignobile vessazione "igienista", rendendo per esempio automatico e gratuito il rilascio del certificato, invece ....cinquantuno euro gli sembran pochi. SOPRATUTTO PERCHE' I CONSIGLIERI DELLA REGIONE PUGLIA TROVANO APPENA SUFFICIENTI I TRECENTO EURO MENSILI DI AUMENTO SULLE LORO MISERE PENSIONI (OLTRE 60.000 € ANNUI) CHE SI SONO APPENA APPROVATI. Magari uno è anche un pò qualunquista a indignarsi, però...
lunedì 27 settembre 2010
CI SONO PAESI CHE NON HANNO UNA BUONA STAMPA
....come il Venezuela. O meglio, una stampa migliore potrebbero averla se cambiassero Governo. La stampa economica dovrebbe essere "neutrale" eppure da più di un anno il Venezuela é descritto come un Paese sull'orlo dell'iper inflazione e comunque della stagnazione. Si fa fatica, persino nella "rete" a trovare qualche voce fuori dal coro come www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=32633. Ognuno ovviamente é libero di pensarla come vuole su Hugo Chavez ma, come si dice, la matematica non é un'opinione: il Venezuela, nei report del Fondo Monetario e della Banca Mondiale (basta andare ai rispettivi siti) esce da due anni, 2007 e 2008, di boom economico e da un anno, 2009, di recessione nei primi 6 mesi e di ripresa nella seconda metà dell'anno. Se fosse un Paese europeo sarebbe ancora un miracolo. Francamente non so come sta andando il 2010, però vedo l'entusiasmo verso Chavez strabordare nelle favelas durante la campagna elettorale conclusasi ieri e , a meno di clamorose montature, devo veramente pensare che veramente la povertà da quelle parti é stata dimezzata negli ultimi dieci anni. Va da se che una parte di questi successi sarebbero stati impossibili senza la congiuntura molto favorevole dei prezzi del petrolio. Però il petrolio non spiega tutto, anzi. L'Africa, infatti, vive la stessa congiuntura favorevole sui prezzi, non solo del petrolio ma di tutte le materie prime, eppure tanti africani non mostrano nessun entusiasmo verso i loro leader: Chad, Angola, Nigeria, Congo.... Anzi conosco molti africani che vivono in Europa e che rimangono piegati in due dal ridere quando leggono i report positivi del FMI o di World Bank sui loro Paesi o assistono alla sconcertante simpatia con la quale i leader europei accolgono i dittatori o i truffatori che governano molti dei loro Paesi. Infatti, nonostante la simpatia, quei signori non pensano affatto a ridurre la povertà e in generale pensano molto poco al popolo del loro Paese, almeno finchè non ci siano in vista rivolte da reprimere. Per questo accettano senza difficoltà tutte le prescrizioni del Fondo Monetario, anche quando prevedono privatizzazioni di acqua, salute, formazione, emissione della moneta etc., riportando così alla fame persino aree che da tempo se ne erano allontanate. Non sarà questa, per caso, la ragione della cattiva stampa del Venezuela?
venerdì 24 settembre 2010
UNA MORTE LEGGERA COME UNA FOGLIA.....
....é quella di Teresa Lewis, 41 anni, nel carcere di Jarrat in Virginia - USA alle ore 9.31 di ieri. Condannata a morte per concorso nell'omicidio del marito http://www.repubblica.it/esteri/2010/09/24/news/virginia_torna_il_boia_giustiziata_teresa_lewis-7372097/?ref=HREC1-2
Una tragica ironia porta a soppesare la morte di questa quasi sconosciuta omicida americana, con la condanna non eseguita di Sakinneh Astani, accusata dello stesso reato oltre che di adulterio. Certamente é totalmente diverso il peso mediatico e credo proprio che Sarkozy o Frattini o Zapatero avranno ben poco da obiettare sull'esecuzione della sconosciuta americana. Non é così, ovviamente, per le tante brave persone che in entrambi i casi si sentono ugualmente e sinceramente interrogate dalle due storie.
Credo però che parecchie di queste persone non possano non riflettere su questa sproporzione, tutta interna alla "guerra di civiltà" a geometria variabile che si combatte da diciotto anni contro l' Islam, avendo come obiettivo Saddam Hussain, poi l'Afghanistan, oggi l' Iran, domani forse il Pakistan. Ma questo é fin troppo chiaro e ovvio. Esiste una sproporzione e una differenza, però, nel cuore di quelle tante persone giuste che pensano "gli Stati Uniti, sono una democrazia che sbaglia, una parte di noi che commette un errore; ma i Paesi islamici sono dittature orribili, governate da una ideologia che non condivido e odio".
Credo anche che tutte queste persone confondano molto i Paesi islamici con la religione islamica. Molti saranno sorpresi se, per esempio, dicessi che la "famigerata" Sharia prevede la pena di morte per l'adulterio, ma solo quando vi siano quattro testimoni oculari dell'atto sessuale (esattamente!) o la spontanea confessione del reo, uomo o donna che sia. Tutti i musulmani del mondo sanno che ciò é affermato nel Corano, che per noi é la parola del Dio (gloria a Lui, l'Altissimo) e quindi indiscutibile. Forse quest'ultima convinzione é ancora più irritante per i non musulmani ma serve, spero, a far capire che le leggi dell'Iran e il modo di applicarle, sono un prodotto storico esattamente come lo sono quelle dell'America.
Sul piano religioso (sarà ancora legittimo nel mondo post-moderno?) spero che nessuno metta in dubbio, al contrario che, ancora per esempio, per tutti gli americani che seguono la Bibbia e il Vangelo e per tutti gli iraniani che seguono il Corano, il perdono dell'offeso e della sua famiglia cancellano la pena terrena di chi commette un crimine (sia adulterio o omicidio) e guadagnano il perdono divino a coloro che perdonano. Non è così per gli ordinamenti degli Stati, nè in America nè in Iran ovviamente, dove la morte pesa come una foglia oppure come una montagna e comunque meno della Ragion di Stato.
Una tragica ironia porta a soppesare la morte di questa quasi sconosciuta omicida americana, con la condanna non eseguita di Sakinneh Astani, accusata dello stesso reato oltre che di adulterio. Certamente é totalmente diverso il peso mediatico e credo proprio che Sarkozy o Frattini o Zapatero avranno ben poco da obiettare sull'esecuzione della sconosciuta americana. Non é così, ovviamente, per le tante brave persone che in entrambi i casi si sentono ugualmente e sinceramente interrogate dalle due storie.
Credo però che parecchie di queste persone non possano non riflettere su questa sproporzione, tutta interna alla "guerra di civiltà" a geometria variabile che si combatte da diciotto anni contro l' Islam, avendo come obiettivo Saddam Hussain, poi l'Afghanistan, oggi l' Iran, domani forse il Pakistan. Ma questo é fin troppo chiaro e ovvio. Esiste una sproporzione e una differenza, però, nel cuore di quelle tante persone giuste che pensano "gli Stati Uniti, sono una democrazia che sbaglia, una parte di noi che commette un errore; ma i Paesi islamici sono dittature orribili, governate da una ideologia che non condivido e odio".
Credo anche che tutte queste persone confondano molto i Paesi islamici con la religione islamica. Molti saranno sorpresi se, per esempio, dicessi che la "famigerata" Sharia prevede la pena di morte per l'adulterio, ma solo quando vi siano quattro testimoni oculari dell'atto sessuale (esattamente!) o la spontanea confessione del reo, uomo o donna che sia. Tutti i musulmani del mondo sanno che ciò é affermato nel Corano, che per noi é la parola del Dio (gloria a Lui, l'Altissimo) e quindi indiscutibile. Forse quest'ultima convinzione é ancora più irritante per i non musulmani ma serve, spero, a far capire che le leggi dell'Iran e il modo di applicarle, sono un prodotto storico esattamente come lo sono quelle dell'America.
Sul piano religioso (sarà ancora legittimo nel mondo post-moderno?) spero che nessuno metta in dubbio, al contrario che, ancora per esempio, per tutti gli americani che seguono la Bibbia e il Vangelo e per tutti gli iraniani che seguono il Corano, il perdono dell'offeso e della sua famiglia cancellano la pena terrena di chi commette un crimine (sia adulterio o omicidio) e guadagnano il perdono divino a coloro che perdonano. Non è così per gli ordinamenti degli Stati, nè in America nè in Iran ovviamente, dove la morte pesa come una foglia oppure come una montagna e comunque meno della Ragion di Stato.
martedì 21 settembre 2010
LA ESPELLIAMO, ANZI LA SANIAMO E INVECE....LA ESPELLIAMO
Accade nelle migliori famiglie: abbiamo una badante o una colf extracomunitaria che lavora in nero a casa nostra o della mamma anziana e vorremmo "metterla a posto", anche perchè si dice che dare lavoro a chi vive in Italia senza Permesso di soggiorno é diventato un reato ( lo era anche prima) che comporta forti multe e una condanna penale (é così dopo l'ultimo Decreto-Sicurezza ). Appena cerchiamo seriamente di fare questo realizziamo che bisogna mettere in moto una procedura molto complessa: aspettare la pubblicazione delll'apposito decreto; preparare i documenti richiesti; inviare tutto online non oltre le 8.10 del "click day", sperare di essere nella lista dei fortunati (non più di 1 su 3 domande inviate); aspettare gli accertamenti della 1) Prefettura (oggi si chiama U.T.G. , l'ufficio competente é il S.U.I. , l'organo supervisore é il DLCI) 2) della Questura 3) della Direzione Prov. del Lavoro; firmare il Contratto di soggiorno; aspettare che la colf ottenga il visto d'ingresso dalla ambasciata italiana del suo Paese e finalmente quando sarà ritornata, invecchiata di almeno un anno e imbolsita dalle vacanze, potrà ricevere il Permesso ed essere assunta. Tutto questo pò pò di roba non é una novità perchè data dal 1998, con la promulgazione della legge 286 (nota come Turco - Napolitano)....
Ma il Ministro Maroni é un uomo di mondo e gli uomini di mondo, specialmente del Nord, non possono sottoporsi a uno stress del genere. Sinceramente, chi potrebbe dargli torto, a parte qualche scoppiato veltroprodiano nulla facente. E allora cosa si fa ? Una bella sanatoria fatta su misura dei benestanti vecchietti bergamaschi e sciure milanesi e delle relative colf-bad, che sulla base della legge 102/2009 dovevano pagare una "una tantum" di 500 €, compilare un agile modulo online, poi pagare i bollettini Inps e attendere qualche mese in media per concludere l'iter. Abbastanza ragionevole. Ancora più ragionevole che la sanatoria desse un colpo di spugna ai reati connessi alla clandestinità: espulsioni, fogli di via non ottemperati, immigrazione clandestina. Così diceva la legge. Peraltro i simpatici vecchietti e le parsimoniose sciure, nella maggior parte dei casi facevano pagare i 500 € alle colf-bad che si trovavano, di fatto, a dare un pò di ossigeno al Tesoro sbancato dalla crisi finanziaria.
Però, oltre che un uomo di mondo, Maroni é un uomo d'onore. Gli uomini d'onore, specialmente del Nord, devono sempre dare la caccia all' extra. Si cominciano a mandare fra marzo e giugno 2010 circolari che comandano a Prefetti e Questori di STRINGERE E FARE LA FACCIA FEROCE. Si comincia a dire "chi ha due espulsioni, no e poi no", lo dice il dott. Manganelli (un nome, un destino) direttore della Polizia di Stato. Un ordine difficile da capire: cosa importa se uno/a ha una, due o nessuna espulsione prima della sanatoria visto che "emergendo" ha ammesso di essere immigrato clandestinamente? Di fronte alle ovvie sentenze dei tribunali che, aditi da immigrati e datori di lavoro rifiutati con questi pretesti, cominciano a definire illegale questa svolta ultra-securitaria, il Maroni non fa una piega e tiene duro. In soccorso arriva il Tribunale di Perugia e poi il Consiglio di Stato che definiscono " l'inottemperanza all'ordine dell'autorità un reato di particolare allarme sociale anche se non contemplato dagli artt. 380 e 381 ccp" - cito a memoria la sentenza vedi il link per il testo esatto -> http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=002159 . La sentenza é veramente incredibile perchè, per esempio, dice che il reato è grave e comporta 4 anni di reclusione. Assurdo! Chi non ha ottemperato all'ordine di abbandonare il territorio nazionale viene condannato a una pena di due mesi di reclusione e/o 200 €. Conosco personalmente casi di questo tipo. Inoltre molti lavoratori/trici sanati con questa legge sono già in possesso del Permesso di Soggiorno consegnato dalle varie Questure, prima della svolta securitaria. Come spesso avviene si tratta di un bel pasticcio e di un bel pò di ricorsi in Tribunale. Succede perchè é difficile avere la botte piena e la moglie ubriaca anche per il Ministro Maroni, uomo di mondo ma anche uomo d'onore.
Ma il Ministro Maroni é un uomo di mondo e gli uomini di mondo, specialmente del Nord, non possono sottoporsi a uno stress del genere. Sinceramente, chi potrebbe dargli torto, a parte qualche scoppiato veltroprodiano nulla facente. E allora cosa si fa ? Una bella sanatoria fatta su misura dei benestanti vecchietti bergamaschi e sciure milanesi e delle relative colf-bad, che sulla base della legge 102/2009 dovevano pagare una "una tantum" di 500 €, compilare un agile modulo online, poi pagare i bollettini Inps e attendere qualche mese in media per concludere l'iter. Abbastanza ragionevole. Ancora più ragionevole che la sanatoria desse un colpo di spugna ai reati connessi alla clandestinità: espulsioni, fogli di via non ottemperati, immigrazione clandestina. Così diceva la legge. Peraltro i simpatici vecchietti e le parsimoniose sciure, nella maggior parte dei casi facevano pagare i 500 € alle colf-bad che si trovavano, di fatto, a dare un pò di ossigeno al Tesoro sbancato dalla crisi finanziaria.
Però, oltre che un uomo di mondo, Maroni é un uomo d'onore. Gli uomini d'onore, specialmente del Nord, devono sempre dare la caccia all' extra. Si cominciano a mandare fra marzo e giugno 2010 circolari che comandano a Prefetti e Questori di STRINGERE E FARE LA FACCIA FEROCE. Si comincia a dire "chi ha due espulsioni, no e poi no", lo dice il dott. Manganelli (un nome, un destino) direttore della Polizia di Stato. Un ordine difficile da capire: cosa importa se uno/a ha una, due o nessuna espulsione prima della sanatoria visto che "emergendo" ha ammesso di essere immigrato clandestinamente? Di fronte alle ovvie sentenze dei tribunali che, aditi da immigrati e datori di lavoro rifiutati con questi pretesti, cominciano a definire illegale questa svolta ultra-securitaria, il Maroni non fa una piega e tiene duro. In soccorso arriva il Tribunale di Perugia e poi il Consiglio di Stato che definiscono " l'inottemperanza all'ordine dell'autorità un reato di particolare allarme sociale anche se non contemplato dagli artt. 380 e 381 ccp" - cito a memoria la sentenza vedi il link per il testo esatto -> http://www.immigrazioneoggi.it/daily_news/notizia.php?id=002159 . La sentenza é veramente incredibile perchè, per esempio, dice che il reato è grave e comporta 4 anni di reclusione. Assurdo! Chi non ha ottemperato all'ordine di abbandonare il territorio nazionale viene condannato a una pena di due mesi di reclusione e/o 200 €. Conosco personalmente casi di questo tipo. Inoltre molti lavoratori/trici sanati con questa legge sono già in possesso del Permesso di Soggiorno consegnato dalle varie Questure, prima della svolta securitaria. Come spesso avviene si tratta di un bel pasticcio e di un bel pò di ricorsi in Tribunale. Succede perchè é difficile avere la botte piena e la moglie ubriaca anche per il Ministro Maroni, uomo di mondo ma anche uomo d'onore.
lunedì 20 settembre 2010
UN PENSIERO DAL FREDDO
Leggo che oggi starebbe per avvenire qualcosa di "storico" in Svezia. La Lega (SD) di lassù sta per entrare in Parlamento, dove potrebbe diventare fondamentale per la formazione dl nuovo Governo, raccogliendo una parte dello scontento degli svedesi per una presenza, ritenuta eccessiva, di stranieri in particolare di musulmani. Se non fosse sempre la stessa storia si potrebbe dire che é storico.
Da quelle parti gli stranieri sono poco meno del 12% dei residenti (in Italia 8,1% contando anche gli irregolari)http://en.wikipedia.org/wiki/Immigration_to_Europe. La Svezia inoltre é fra le locomotive di testa della ripresa e non come l'Italia un vagone di coda. Infine la criminalità non desta particolare allarme. Eppure le preoccupazioni del paese profondo sembrano le stesse.
Leggo invece sul Sole24 http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-09-19/onda-migratoria-sara-infinita-080704.shtml?uuid=AYhZFNRC , un preoccupato articolo di "scenario" in cui ci si interroga, preoccupati ma anche documentati", su cosa accadrebbe se i flussi migratori verso l'Europa dovessero ridursi nel prossimo decennio, facendo mancare 70 milioni di lavoratori (!!) all'appello di un Europa ancora più vecchia e ancora più declinante di oggi. Addirittura - pensate alla reazione del sindaco di Adro - bisognerebbe incoraggiare " quelli lì" a venire in Europa, come si faceva con i "terroni" ai tempi del miracolo economico.
Sembrano due facce incredibilmente diverse di una medaglia credibilmente immutata da anni: nessuno in Europa può vincere le elezioni senza sbraitare un pò contro i "negri" ma ognuno vuole che i medesimi paghino i costi del Welfare (che in Svezia c'é) o più limitatamente delle pensioni (che in Italia ci sono ancora?) e quindi si attrezza per governare, convivere e alimentare la paura.
Non c'entra molto (o forse si?...): il Governo turco a guida islamica moderata restaura una chiesa armena per la prima volta dai tempi del laico Kemal Ataturk, fondatore della Turchia moderna e filo-americana dove era vietato persino dire " As salam alekum" .http://english.aljazeera.net/news/europe/2010/09/201091981150102251.html
Anche questa é l'Europa
Da quelle parti gli stranieri sono poco meno del 12% dei residenti (in Italia 8,1% contando anche gli irregolari)http://en.wikipedia.org/wiki/Immigration_to_Europe. La Svezia inoltre é fra le locomotive di testa della ripresa e non come l'Italia un vagone di coda. Infine la criminalità non desta particolare allarme. Eppure le preoccupazioni del paese profondo sembrano le stesse.
Leggo invece sul Sole24 http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-09-19/onda-migratoria-sara-infinita-080704.shtml?uuid=AYhZFNRC , un preoccupato articolo di "scenario" in cui ci si interroga, preoccupati ma anche documentati", su cosa accadrebbe se i flussi migratori verso l'Europa dovessero ridursi nel prossimo decennio, facendo mancare 70 milioni di lavoratori (!!) all'appello di un Europa ancora più vecchia e ancora più declinante di oggi. Addirittura - pensate alla reazione del sindaco di Adro - bisognerebbe incoraggiare " quelli lì" a venire in Europa, come si faceva con i "terroni" ai tempi del miracolo economico.
Sembrano due facce incredibilmente diverse di una medaglia credibilmente immutata da anni: nessuno in Europa può vincere le elezioni senza sbraitare un pò contro i "negri" ma ognuno vuole che i medesimi paghino i costi del Welfare (che in Svezia c'é) o più limitatamente delle pensioni (che in Italia ci sono ancora?) e quindi si attrezza per governare, convivere e alimentare la paura.
Non c'entra molto (o forse si?...): il Governo turco a guida islamica moderata restaura una chiesa armena per la prima volta dai tempi del laico Kemal Ataturk, fondatore della Turchia moderna e filo-americana dove era vietato persino dire " As salam alekum" .http://english.aljazeera.net/news/europe/2010/09/201091981150102251.html
Anche questa é l'Europa
domenica 19 settembre 2010
HO APPENA CREATO IL MIO BLOG
....Perchè mi capita di stare spesso al computer e non ricordare dopo un minuto le cose che ho letto.
Un groviglio di link a volte è solo un modo per perdere il tempo o per guadagnarlo, a volte, per sapere di più o di meno.
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