domenica 10 ottobre 2010

ISLAMOFOBIA2

"...fear makes strangers of people who would be friends.” (la paura rende estranei persone che dovrebbero essere amici). La frase è dell'attrice Shirley MacLaine e mi sembra una sintesi efficace dell'attuale momento. La paura o se non proprio la paura la preoccupazione : chi più la sicurezza, chi più l'ambiente, chi più l'incertezza economica. Questo inizio nuvoloso e piovoso del secolo sembra segnato da queste paure, che però sono troppo grandi e "intellettuali" per ciascuno di noi. Risulta molto più facile indirizzare questo sentimento contro i musulmani, immigati e non, ma anche contro gli impiegati statali, i giudici, i sindacalisti.
Leggo che nel 1348 alcune delle vittime della furia popolare scatenata dalla peste furono gli ebrei. Pare che in Germania vi siano stati, in quel periodo, i più consistenti pogrom della storia europea prima dell'avvento del nazismo. Una delle accuse più frequenti era che gli ebrei avvelenavano i pozzi per diffondere la malattia. In quel caso la plebe ignorante e inferocita reagiva così a un disastro terribile, che sterminò un terzo della popolazione e che non potè essere arginato in alcun modo dalla scienza e dalle conoscenze dell'epoca. Le classi dominanti, cristiane e laiche, tentarono vanamente di arginare comportamenti così irrazionali senza nessun esito.
Il paragone vale fino a un certo punto. La minaccia della peste era molto più seria della crisi finanziaria e gli occidentali di oggi sono infinitamente più ricchi, più colti e più informati di  650 anni fa. Eppure il meccanismo è lo stesso. Altrimenti come si giustificherebbe il consenso dell'opinione pubblica alla macelleria in corso da 10 anni in Afghanistan? Come si accetterebbe di spendere, come l'Italia, 1000 € al minuto per occupare l' Afghanistan, stremato da 30 di guerra (non so immaginare quanto spendano dli USA)? E' solo colpa della manipolazione mediatica?

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