domenica 21 novembre 2010

DA CHI CI PROTEGGE LA NATO?

Leggiamo sui media di tutto il mondo di un vertice dell' Alleanza Atlantica tenutosi a Lisbona , definito "storico" perchè apre una nuova fase delle relazioni con la Russia e inaugura la exit strategy dalla sconfitta afgana.
Su questo secondo punto c'è poco da dire: il "pensiero unico" è naufragato a Bagdad ed è stato sepolto a Kabul, senza necrologio, lasciandosi dietro le spalle Paesi distrutti, la più dura crisi finanziaria dal '29 e un mondo complessivamente più insicuro.
Ma è il primo punto che merita qualche attenzione in più. Aldilà dei buonissimi propositi, buoni per tutte le stagioni, cosa c'è di concreto? La Russia si è detta disponibile a collaborare allo "scudo missilistico" e cioè a quel progetto, riveduto e corretto, che guasta i sonni della leadership di Mosca dal 1991, quando il George Bush sr. e Edward Teller elaborarono il progetto detto "star wars". Lo scudo missilistico di oggi è frutto, in realtà, di una tecnologia molto più "leggera" e meno costosa di quella delle origini: non si tratta più di bloccare i missili a medio raggio e intercontinentali con uno "scudo" ma di individuarne immediatmente il lancio, integrando la rete di satelliti  esistenti, con una rete si computer in grado di identificare la minaccia e di distruggere in volo i missili con il lancio altri missili intercettori, opportunamente distribuiti. Ma perchè fare tutto questo se i missili a medio raggio e intercontinentali della Russia non sono più puntati contro la Nato? La risposta che viene da Lisbona è abbastanza sorprendente: ci sarebbero almeno una trentina di Paesi inaffidabili che disporrebbero di missili a medio raggio capaci di trasportare delle testate nucleari di una certa grandezza. Strano! La Nato, sicuramente sa più di noi comuni mortali: solo la Cina dispone di veri missili intercontinentali, oltre alla Russia e ai Paesi della Nato, mentre l'India, il Pakistan, la Corea del Nord  e l'Iran hanno missili a medio raggio e forse saranno in grado solo nei prossimi anni di costruire un numero significativo di missili intercontinentali. Ho omesso dalla lista Israele che dispone di entrambi i sistemi d'arma e delle testate nucleari, ma è membro in pectore della Nato. Dove sono gli altri minacciosi 25 Paesi, innominati e misteriosi? Sappiamo che la Turchia si è opposta alla esplicita indicazione dell' Iran. Quindi si parla di fantomatici nemici ma la realtà è che la Nato si è riposizionata come deterrente contro la Cina di oggi e l'India di un prossimo domani. Per fare questo chiede la collaborazione dell'oligarchia di Mosca, suo principale concorrente nel mercato globale delle armi e dei sistemi di difesa anche nucleari. Anche questo è il segno di una sconfitta "storica", non meno bruciante di quella di Kabul. Ma è anche segno di una stranezza non da poco, anche se non del tutto sorprendente: gli Usa guidano una alleanza militare che minaccia, più o meno scopertamente, il suo principale e finora munifico creditore, la Cina appunto che detiene, insieme al Giappone, il maggior credito "sovrano" verso gli Stati Uniti. Non è una cosa da poco per gli USA che si avviano a raggiungere i 14,3 trilioni di dollari di debito pubblico nel corso del 2010, pari al valore soglia del 100% del PIL. Ma in tutto questo, proprio non si capisce che cosa c'entri l'Europa, l'Italia e anche gli immediati dintorni

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