venerdì 12 novembre 2010

COLF3. INGOLFATI IN TV

Mentre Napoli è sommersa dall'immondizia come due anni fa, vittima di un falso miracolo di S. Silvio e il Veneto è sommerso dall'acqua, a causa dei cambiamenti climatici sempre più minacciosi, a Brescia 5 persone su una gru riescono, con coraggio e determinazione, ad arrivare alla prima serata di Rai2. Loro sono vittime della sanatoria colf/badanti del settembre 2009. Hanno lavorato in nero nelle officine del profondo Nord, hanno comprato a 4/5000 € un contratto di lavoro regolare, non hanno avuto il Permesso di soggiorno perchè erano stati espulsi e condannati anni prima. Raccontano tutto questo modo sincero, diretto, senza badare a addolcire la durezza dell'immigrazione "illegale", che è poi l'unica possibile. Anche il racconto della città attorno alla gru è vero e crudo: da una parte chi manifesta la solidarietà  si becca prima la carica della Polizia e poi la deportazione al CIE di Gorizia; da un'altra parte i "padani", che si dicono pronti a iniziare il tiro al bersaglio alla gente sulla gru, per garantire la ripresa di lavori della metropolitana leggera. C'è in studio chi dice che questa polarizzazione porta acqua proprio al mulino dei razzisti ma per la prima volta accade un fatto nuovo: un giornalista italiano, Luca Telese, letteralmente sbotta indignato denunciando lo schiavismo del lavoro nero, l'ipocrisia di chi lo sfrutta e poi vota Lega, il sottobosco di sotterfugi necessari per pagare a caro prezzo la "regolarizzazione". Si capisce che ha conosciuto e conosce immigrati veri e non quei surreali avatar colorati che compaiono nei convegni sull'intercultura e l'integrazione, dei vari Comune-Provincia-Regione-Paesedellemeraviglie. L'indignazione di questa persona è veramente una buona notizia.
La cattiva notizia è che, purtroppo, vari settori della popolazione diventano veramente più razzisti: i ceti urbani più poveri che, essendo incapaci di "riqualificarsi", sono realmente in concorrenza con gli immigrati per i lavori più malpagati; il ceto medio ossessionato dal problema della sicurezza, "percepita" come minacciata dagli immigrati. In questa dinamica un Potere miope e meschino governa attraverso la paura, ingigantendola e moltiplicandola nello specchio della comunicazione, invece di accompagnare l'inevitabile transizione alla società multietnica.
L'unico sbocco di questa politica è che mentre oggi ci sono 5 persone su una gru domani ci saranno conflitti sociali sempre più ampi, che coinvolgeranno centinaia di migliaia di indigeni e immigrati. Quanti Castel Volturno, quanti Rosarno, quante Brescia ci vogliono per capirlo?

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