giovedì 9 dicembre 2010

LE SCUSE PER UNO, LA SHARIA PER L'ALTRO?

Mohammed Fikri, 22 anni non è l'assassino di Jara. Non lo è per il Gip di Bergamo che ne ha approvato la scarcerazione e non lo è più neanche per i media che hanno chiarito l'equivoco di traduzione di una intercettazione che aveva portato al rocambolesco arresto dell'immigrato, insieme ad altri indizi e coincidenze rivelatisi poi casuali. Le scuse dello Stato sono d'obbligo, anche se in questo caso sia la famiglia di Jara che il sindaco di Brembate (leghista)  non hanno mai inclinato, neanche per un attimo, ai soliti luoghi comuni razzisti, mantenendo un atteggiamento composto, anche in un momento di incertezza, che speriamo sia di buon esempio per tutti. Ovviamente le scuse e il risarcimento dello Stato sono cose necessarie e doverose, esattamente come lo sarebbero per un cittadino italiano nelle medesime circostanze. Sugli aspetti culturali ho trovato utili ed eccellenti le considerazioni di un servizio di Rai News 24  http://www.rainews24.it/it/canale-tv.php?id=21398
E' più difficile mantenere un atteggiamento composto verso il protagonista dell'altro episodio di cronaca nera Chafik Elketani, 21 anni, anche lui immigrato che ha travolto e ucciso 7 persone in bicicletta su una strada nei pressi di Lamezia Terme, dopo essersi drogato, ubriacato e messo alla guida senza patente di auto di grossa cilindrata. Nel suo Paese difficilmente potrebbe sperare nella benevolenza o nella pietà di un giudice, ammesso che vi arrivasse vivo, tanto più che lo stato di ebrezza non sarebbe considerato un' attenuante, anzi... In Italia gli andrà sicuramente meglio e questo alimenterà ancora di più il razzismo degli italiani. Forse è una considerazione fuori luogo ma sono in tanti a farla.
Mi è capitato molte volte nella vita di conoscere ragazzi come Chafik. Ragazzi che prendono in Europa delle brutte abitudini di cui non si libereranno più oppure che se ne sono andati  dal proprio Paese proprio con la convinzione che "lì c'è la libertà", dove per libertà si intende comportarsi come un cretino. Mi risulta impossibile avere comprensione per la seconda categoria ma anche per la prima ci sarebbero molte considerazioni negative da fare. Però quello che forse la maggior parte degli italiani non sa, e che li sorprenderebbe, è  che i connazionali di Chafik sono serenamente e universalmente favorevoli alla applicazione della pena di morte per chi si macchia di omicidi del genere, specialmente se maturati in quelle circostanze, chiunque sia a commetterli e di qualunque colore, lingua o religione, senza sconti e senza rimorsi.

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